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Seconda domenica di ottobre




Era il 1449: Francesco Sforza stipulava un contratto di pace con Vigevano ambrosiana. Gli abitanti di Vigevano difendevano strenuamente il borgo aiutati da un esercito di donne guidate da Camilla de Ridolfi. Colpito dal loro coraggio Francesco Sforza decideva di non invadere con la forza il vico, bensì di stringere un patto di alleanza e fedeltà con i suoi abitanti rappresentati dal Console Abramo degli Ardizzi, affidandolo alle cure di Madonna Bianca Maria Visconti.

Dodici contrade, corrispondenti agli antichi "estimi", o parrocchie, costituiscono il corteo storico del Palio delle Contrade di Vigevano. Il cortile del Castello Sforzesco e la magnifica Piazza Ducale ne fanno da sfondo. Nobili e aristocratici, maestri di corporazione, artigiani, donne e bambini, si riuniscono per salutare il Duca Francesco I, Madonna Bianca Maria, la Duchessa di Milano che, con i principi Galeazzo Maria, Ippolita e Ludovico Maria, soggiornano nell'ameno borgo, loro residenza di caccia. La corte milanese di trasferisce a Vigevano in diverse occasioni: per festeggiare il Calendimaggio con giochi e danze; per celebrare matrimoni e ricorrenze con lauti banchetti e giostre; per organizzare battute di caccia per ospiti illustri. A Maggio si ricorda, inoltre, la stipula della pace con gli abitanti del borgo e il castellano. Notario Giacomo da Policastro rinnova il suo giuramento di fedeltà al Duca. A Ottobre si rinnova la devozione al Santo Patrono.

Vigevano, piccolo gioiello del Rinascimento italiano, città d'arte in cui operarono artisti come Donato Bramante e Leonardo da Vinci, si presenta ancora oggi nella configurazione del periodo Ducale (secoli XIV-XV). Alle quattro contrade già esistenti fin dal periodo Visconteo (Cicerino, Costa, Bronzone e San Martino) nel periodo successivo si aggiungono cinque nuove contrade: Strata, Predalata, Mercanti, Griona e Valle. Le contrade di Castello, San Crispino e Crispiniano e di Contado saranno create dall'Associazione Sforzinda nel 1981 per poter includere le tre rimanenti parrocchie della città di più recente costituzione.

Il Palio di Vigevano nasce nel 1981 per riprendere le antiche tradizioni di devozione al Santo Patrono e riunire l'intera città, rappresentati dagli oratori, intorno al Beato Matteo Carreri, patrono della città dal XVI secolo. Frà Matteo Carreri visse nel Convento vigevanese di San Pietro Martire per un lungo periodo e vi morì nel 1472 in odore di santità. Venne eletto Beato a voce di popolo per i miracoli e le grazie ricevute dagli abitanti del borgo.

Giunto alla XXXI edizione, il Palio infatti costituisce la più importante manifestazione della città ducale. Ricchi e preziosissimi costumi fedelmente riprodotti da dipinti e immagini dell'epoca sono il vanto del corteo. Tamburi e chiarine, danze, acrobazie e giocoleria animano le feste a corte. Arti e mestieri di un tempo, gusti, sapori e profumi di un'epoca lontana rivivono ogni anno nelle occasioni di festa create dall'Associazione Sforzinda.



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