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Il Mortorio del Venerdì Santo 
Campobasso (CB), il 28/29 marzo 2013

Il Mystrium Crucis: lo sconvolgente e misericordioso disegno del Dio dell'amore offerto a tutti gli uomini. "...Cristo accettando la morte sulla croce, contemporaneamente manifesta e dà la vita, poiché risorge e la morte non ha alcun potere su di Lui". Nei riti del Venerdì Santo e nella partecipazione del popolo si scorge l'ansia dell'uomo di volersi unire al suo Signore nel momento della Passione, quasi a rivivere, con un'unica dolente voce, le pene del Cristo, in un cammino che è accompagnato dalla Madre Dolorosa.

La Via Crucis, il settenario, la processione del "Mortorio", tradizioni della gente campobassana, momenti suggestivi e di alta tensione emotiva, sono il simbolo dell'uomo che eleva la sua voce e il suo canto a Dio.

L'origine della processione del Venerdì Santo a Campobasso risale con molta probabilità alle sacre rappresentazioni del XIII sec. La notizia storica più sicura risale al 1626 ed è in un "istrumento di concordia tra i Crociati e i Trinitari". Il documento accenna al Venerdì Santo.

Nella chiesa di S. Maria della Croce, che anticamente era sede della confraternita dei Crociati ed è oggi Rettoria, viene custodita la tradizione campobassana dell'Addolorata e del Cristo morto. Tutta la cittadinanza si ritrova in S. Maria della Croce nelle sere del settenario, raccolta in devoto silenzio mentre le dolci note del Maestro De Nigris riempiono le volte del tempio. L'inno che viene cantato viene chiamato dai campobassani "lo zuchetezù", una specie di "botta e risposta", che il suo compositore chiamò: "Oh di Gerico beata".

La processione del Venerdì Santo, globalmente, non conserva elementi rituali particolari, ma si colloca all'interno delle manifestazioni processionali legate alla passione.

Il corteo ha inizio alle ore 17.00 del Venerdì Santo da Santa Maria della Croce e vede la partecipazione della quasi totalità della città: sacerdoti, religiosi e religiose, politici, popolo e l'Arcivescovo, seguono mestamente il Cristo morto. Nella disposizione la statua dell'Addolorata posta tradizionalmente dietro il Cristo, viene accompagnata da donne vestite di nero che reggono nastri che partono dalla statua. Il cordoglio espresso dalla processione la rende, come in molte zone d'Italia, un vero "mortorio" (nome tradizionale attribuito a questo momento processionale) che, mediante un lento e delicato lavoro di catechesi, si è trasformato in un triste ripercorrere la via della Croce, in attesa della risurrezione. In questo modo la Chiesa ufficiale ha affermato il senso drammatico ed espiatorio della processione, spostandone il baricentro verso l'annuncio della gioia pasquale, vero fulcro del triduo pasquale.

La musica del "Coro" che accompagna la processione del Venerdì Santo è del maestro Michele De Nigris. La composizione dell'inno risale alla fine dell'ottocento ed ha musicalità che, nel contesto della processione, riesce ad elettrizzare e paralizzare tutta la città, elevando e scuotendo gli animi di tutti a sentimenti più nobili e più sublimi. Il coro inizialmente era formato da un centinaio di cantori e dalla banda musicale, oggi sono oltre settecento persone quelle che vi partecipano. L'inno: "Teco vorrei, o Signore, oggi portar la croce" inizia con due battute forti e solenni, come annuncio del grande evento: "Il trionfo di Cristo attraverso il mistero della croce". Dopo l'annuncio la melodia si placa e si allarga man mano, in una forma così stridente, da indurre chi ascolta in una profonda meditazione sul dolore. Alla metà dell'inno alle parole: "Non m'abbia da smarrire", la musica riprende toni forti, quale accorato appello che riapre il cuore alla speranza: "La morte di Gesù è vita per ciascuno di noi".

La processione si snoda per il borgo antico e per le vie della città con la recita del rosario, con le persone avvolte nel silenzio e nella meditazione, con tanti che dalle finestre e dai balconi, attenti spettatori, seguono con lo sguardo la processione mentre il coro canta e la banda musicale accompagna con un vivo desiderio di voler migliorare la propria condotta di vita. Con Cristo il popolo soffre nella speranza della resurrezione.




Le manifestazioni potrebbero subire cambiamenti, pertanto si consiglia di verificare l'evento contattando direttamente gli enti organizzatori.
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