dal 19 al 21 Febbraio 2012 (evento già trascorso)
tipologia:
Carnevale
città/comune:
Saruleprovincia:
Nuorotelefono:
0784 76258sito web:
www.comunesarule.it/per informazioni:
Comune di Sarule
Sarule e la sua storia
Il territorio di Sarule fu abitato dall'età preistorica. In epoca giudicale il villaggio fece parte del giudicato di Lugodoro e fu capoluogo di curatoria; sotto la dominazione spagnola fece parte del marchesato di Orani.
Le maschere tradizionali
La maschera principale del carnevale di Sarule è "sa Maschera a Gattu".
Citata anche dalla scrittrice Grazia Deledda nel romanzo "Elias Portolu", la maschera porta "duos oddes", le due gonne del costume tradizionale indossate al rovescio per nascondere i ricami e garantire l'anonimato, una copertina bianca sulla testa come simbolo della nascita, un velo nero davanti al viso come emblema della morte, e una fascia rossa intorno al capo per simboleggiare il matrimonio.
Talvolta porta una sola gonna (sempre al rovescio) allacciata al collo e indossata sopra "sos pantalones a s'isporta" con "sos cambales" e "sos cosinzos".
Il fantoccio destinato a morire alla fine del carnevale è detto "su Maimone" ed è simbolo di buon auspicio: infatti anticamente il fantoccio veniva esposto nei campi per augurare una buona annata ai contadini e ai pastori.
"Su Maimone" indossa "su gappottinu, sos pantalones a s'isporta", "sos cosinzos" e "sos cambales". Il viso è coperto da una maschera molto particolare realizzata con "pane de morisca", cioè la foglia dei fichi d'India essiccata.
Anticamente un fantoccio con le stesse sembianze veniva trainato da un carro a buoi per le vie del paese accompagnato da una filastrocca.
Storia dell'evento
Con la scelta degli indumenti usati, "sa Maschera a Gattu" perpetua simbolicamente riti agrari di morte e rinascita della natura diffusi nel mondo antico mediterraneo, tra questi i rituali dionisiaci.
tratto da sardegnagrandieventi.it
Il territorio di Sarule fu abitato dall'età preistorica. In epoca giudicale il villaggio fece parte del giudicato di Lugodoro e fu capoluogo di curatoria; sotto la dominazione spagnola fece parte del marchesato di Orani.
Le maschere tradizionali
La maschera principale del carnevale di Sarule è "sa Maschera a Gattu".
Citata anche dalla scrittrice Grazia Deledda nel romanzo "Elias Portolu", la maschera porta "duos oddes", le due gonne del costume tradizionale indossate al rovescio per nascondere i ricami e garantire l'anonimato, una copertina bianca sulla testa come simbolo della nascita, un velo nero davanti al viso come emblema della morte, e una fascia rossa intorno al capo per simboleggiare il matrimonio.
Talvolta porta una sola gonna (sempre al rovescio) allacciata al collo e indossata sopra "sos pantalones a s'isporta" con "sos cambales" e "sos cosinzos".
Il fantoccio destinato a morire alla fine del carnevale è detto "su Maimone" ed è simbolo di buon auspicio: infatti anticamente il fantoccio veniva esposto nei campi per augurare una buona annata ai contadini e ai pastori.
"Su Maimone" indossa "su gappottinu, sos pantalones a s'isporta", "sos cosinzos" e "sos cambales". Il viso è coperto da una maschera molto particolare realizzata con "pane de morisca", cioè la foglia dei fichi d'India essiccata.
Anticamente un fantoccio con le stesse sembianze veniva trainato da un carro a buoi per le vie del paese accompagnato da una filastrocca.
Storia dell'evento
Con la scelta degli indumenti usati, "sa Maschera a Gattu" perpetua simbolicamente riti agrari di morte e rinascita della natura diffusi nel mondo antico mediterraneo, tra questi i rituali dionisiaci.
tratto da sardegnagrandieventi.it
Le manifestazioni potrebbero subire cambiamenti, pertanto si consiglia di verificare l'evento contattando direttamente gli enti organizzatori.
Prodottitipici.com non è responsabile di eventuali modifiche delle date dei singoli eventi.