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Agriturismi, B&B e Case vacanza
dal 5 Febbraio al 4 Marzo 2012 (evento già trascorso)




Sfilata di Carri Mascherati a:

5 Febbraio, Marmorta
12 Febbraio, Molinella
19 Febbraio, S. Martino in A.
Recupero in caso di maltempo: 26 febbraio 2012.
4 Marzo, Alberino

MASCHERE ITALIANE

Fra i molti gloriosi primati d'arte italiani, ve n'è certo uno tutto gioia, spirito, buon umore, il quale fu incontestabile merito e vanto delle "maschere". Italianissime creature di fantasia e di realtà, sgorgate dalle nostre contrade, dal nostro popolo bonario, arguto e faceto, dalla nostra antica borghesia pretenziosa ma onesta, dalle svariate condizioni storico-politiche cui la nostra bella penisola ha dovuto nei secoli sottostare.

Scomparsa dalle scene le eleganze della commedia greca e latina, con i tempi bui dell'inquisizione parve non vi fosse più posto per il giocoso sentimento della vita e della natura, per la parodia della commedia umana.

Comparvero però nelle ricche corti individui assurdi e bizzarri che si chiamarono giullari o buffoni. Camuffati in sete sgargianti, arguti, temibili, colpivano la società di allora a colpi di lingua tagliente ed unica arma.

Nelle piazze, a loro somiglianza, ecco apparire le maschere in vesti spesso lacere e fantastiche, con i volti impiastricciati di biacca o nero-fumo, con satire mordenti conquistavano il popolo oppresso dai regimi. All'epoca tutta la penisola era percorsa da errabonde comitive di comici o commedianti, che si fermavano nelle reggi o nei baracconi delle fiere, commuovendo le platee o trascinandole in risate irresistibili.
Nacquero così la maschere che ancora noi conosciamo: l'astuto, simpatico e perennemente innamorato bergamasco Arlecchino, il sentimentale, allegro, ciarliero, ingordo,indolente e vanitoso napoletano Pulcinella, il borghese, avaro, sospettoso, ridicolmente geloso veneziano Sior Pantalone, il notaio, filosofo, grammatico, cabalista, buon mangiatore e bevitore, medico, pedante sempre Dottor Balanzone - maschera creata dalla dotta e grassa Bologna apparve sulla scena fin dal 1560 - , la giovane, ciarliera, civettuola, vezzosa e furba Colombina, e poi il pettegolo bergamasco Brighella - sempre in combutta con Arlecchino -, il rozzo, furbo e scaltro modenese Sandrone, il romano Meo Patacca, i fifoni e vanesi Capitan Spaventa e Capitan Fracassa, il simpatico lombardo Meneghino, il piemontese Gianduja, il fiorentino Stenterello e tante altre maschere ognuna con la sua particolare personalità.

Maschere, macchiette, buffoni sono ormai un bel mito scomparso che forse risuscitano in un effimero veglione da settimana grassa.

Personaggi che hanno saputo infondere gioia alle generazioni passate quando l'Italia non era ancora la realtà che noi conosciamo, ma un disperato desiderio d'unità nazionale.



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