dal 7 al 8 Settembre 2011 (evento già trascorso)
tipologia:
Feste religiose
città/comune:
Ceramiprovincia:
Ennasito web:
www.comune.cerami.en.it/
Poco distante dal centro abitato di Cerami, in una suggestiva valle ricca di verde, sorge la Chiesa della "Madonna della Lavina". Nella chiesa vi è custodita una sacra immagine della Madonna col Bambino, dipinta ad olio su lavagna, di autore ignoto del seicento, verso la quale il popole ceramese da tempo immemorabile nutre una incommensurabile devozione. Ed è una devozione che ha travalicato i confini di questo antico paese situato sui Monti Nebrodi. A memoria d'uomo, infatti, viene ricordato che altrettanta sentita venerazione è sempre stata manifestata verso "Maria SS. di Lavina" dalla gente dei paesi limitrofi. Un flusso interminabile di fedeli provenienti soprattutto da Troina e Capizzi, e anche da altri luoghi, ogni anno rende omaggio alla miracolosa immagine in occasione dei solenni festeggamenti che si celebrano in suo onore nel mese di settembre. La devozione alla Madonna della Lavina è legata all'evento prodigioso del ritrovamento, nel XVII secolo, forse intorno al 1630, di una sacra icona tra le acque di un piccolo torrente. Sulle origini del quadro della Madonna della Lavina e sulla storia del suo ritrovamento pochi sono attualmente i documenti rinvenuti che ne permettono una fedele ricostruzione.
La ricorrenza della festa è preceduta da una novena che ha inizio il 30 agosto. In questi nove giorni, all'alba, lo scampanio del Santuario e della chiesa Madre chiamano i fedeli alla messa. Al tramonto, i fedeli, alcuni a piedi scalzi, si recano "a fare i viaggi a Lavina". La mattina del giorno 7 ha inizio la festa. Fino a non molto tempo addietro, numerosi fedeli si sottoponevano ad ogni sorte di penitenza, tra cui la strisciata della lingua sul pavimento della chiesa, dall'ingresso all'altare maggiore, chiamata "a lingua a strascinuni". La processione dell'effige si svolge in due riprese. La mattina dal Santuario della Lavina alla chiesa Madre, dopo la messa solenne viene portata alla chiesa di S.Benedetto. Il palio e le "bandiere di alloro" precedono la processione, fino ad alcuni decenni addietro venivano appesi alle bandiere conigli, lepri, frutta di stagione e fazzoletti colorati, in segno di promessa dei devoti; inoltre, la processione veniva 'accompagnata' dal suono di tamburi, fischietti e cornamuse. Oggi sono rimaste le bandiere di alloro. Il suono dei fischietti e delle cornamuse è stato sostituito dalla banda. Il quadro della Madonna è posto su un "baialardu", portato a spalla nuda da numerosi portatori. Nel tardo pomeriggio la processione riprende, precedono le quattro confraternite ceramesi, nei caratteristici abiti, e il gonfalone della città, con in testa il Sindaco e l'Amministrazione tutta, che accompagnano la sacra effigie per tutte le strade del paese. Numerosi i botti e la muscattaria, che diventano sempre più intensi e rumorosi nel viaggio di ritorno al Santuario. Il giorno successivo, ricorrente la festività della natività della Vergine, in mattinata tutta una serie di liturgie al Santuario.
Nel pomeriggio e fino a tarda notte si svolge la "Sagra della salsiccia", in cui oltre alla salsiccia cotta nelle caratteristiche "loggie" è possibile degustare anche, le fave abbrustolite e il torrone tipico del luogo.
La ricorrenza della festa è preceduta da una novena che ha inizio il 30 agosto. In questi nove giorni, all'alba, lo scampanio del Santuario e della chiesa Madre chiamano i fedeli alla messa. Al tramonto, i fedeli, alcuni a piedi scalzi, si recano "a fare i viaggi a Lavina". La mattina del giorno 7 ha inizio la festa. Fino a non molto tempo addietro, numerosi fedeli si sottoponevano ad ogni sorte di penitenza, tra cui la strisciata della lingua sul pavimento della chiesa, dall'ingresso all'altare maggiore, chiamata "a lingua a strascinuni". La processione dell'effige si svolge in due riprese. La mattina dal Santuario della Lavina alla chiesa Madre, dopo la messa solenne viene portata alla chiesa di S.Benedetto. Il palio e le "bandiere di alloro" precedono la processione, fino ad alcuni decenni addietro venivano appesi alle bandiere conigli, lepri, frutta di stagione e fazzoletti colorati, in segno di promessa dei devoti; inoltre, la processione veniva 'accompagnata' dal suono di tamburi, fischietti e cornamuse. Oggi sono rimaste le bandiere di alloro. Il suono dei fischietti e delle cornamuse è stato sostituito dalla banda. Il quadro della Madonna è posto su un "baialardu", portato a spalla nuda da numerosi portatori. Nel tardo pomeriggio la processione riprende, precedono le quattro confraternite ceramesi, nei caratteristici abiti, e il gonfalone della città, con in testa il Sindaco e l'Amministrazione tutta, che accompagnano la sacra effigie per tutte le strade del paese. Numerosi i botti e la muscattaria, che diventano sempre più intensi e rumorosi nel viaggio di ritorno al Santuario. Il giorno successivo, ricorrente la festività della natività della Vergine, in mattinata tutta una serie di liturgie al Santuario.
Nel pomeriggio e fino a tarda notte si svolge la "Sagra della salsiccia", in cui oltre alla salsiccia cotta nelle caratteristiche "loggie" è possibile degustare anche, le fave abbrustolite e il torrone tipico del luogo.
Le manifestazioni potrebbero subire cambiamenti, pertanto si consiglia di verificare l'evento contattando direttamente gli enti organizzatori.
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