3 febbraio
tipologia:
Sagre e feste paesane
Feste religiosecittà/comune:
Taranta Pelignaprovincia:
Chietitelefono:
0872.910118sito web:
www.comune.tarantapeligna.ch.itper informazioni:
Comune
Taranta Peligna è un grazioso paese della provincia di Chieti, che sorge alle falde della Majella, nella splendida Valle dell'Aventino, con notevoli risorse artistiche e soprattutto naturali come la Grotta del Cavallone ed il complesso naturalistico Acquevive. Il 3 febbraio di ogni anno, in occasione della festa di San Biagio,protettore della gola e dei lanieri, a Taranta, si ripete un rito che risale al XVI secolo, legato alla secolare tradizione della lavorazione della lana. Il Paese, fin dal Medio Evo, è noto per la lavorazione artigianale dei tessuti in lana e soprattutto per la realizzazione delle famose "tarante", coperte di lana, senza "dritto" e "rovescio", caratterizzate da decori floreali o geometrici, a più colori e belle frange annodate a mano. Per questa diffusa attività, la devozione a San Biagio, protettore dei cardatori di lana, è sempre stata profonda e sentita.
Dal giorno precedente la festa, tutti i tarantolesi sono coinvolti nella lunga e laboriosa preparazione delle "panicelle", piccoli pani, a base di farina ed acqua, dalla forma di mano benedicente. Le forme vengono posizionate su degli assi chiamati piatene e portati a cuocere al forno del paese in processione da ragazze e ragazzi in costume tipico; dopo la cottura e la benedizione, i pani vengono distribuiti ai fedeli, che li mangiano con devozione o li conservano al fine di ottenere protezione contro il mal di gola. Nella chiesa di San Nicola, al termine della funzione religiosa delle ore 15,30, è consuetudine farsi benedire la gola dal sacerdote che pone sotto il mento due candele incrociate. Subito dopo, si svolge una solenne procesione a cui segue la distribuzione delle "panicelle".
Dal giorno precedente la festa, tutti i tarantolesi sono coinvolti nella lunga e laboriosa preparazione delle "panicelle", piccoli pani, a base di farina ed acqua, dalla forma di mano benedicente. Le forme vengono posizionate su degli assi chiamati piatene e portati a cuocere al forno del paese in processione da ragazze e ragazzi in costume tipico; dopo la cottura e la benedizione, i pani vengono distribuiti ai fedeli, che li mangiano con devozione o li conservano al fine di ottenere protezione contro il mal di gola. Nella chiesa di San Nicola, al termine della funzione religiosa delle ore 15,30, è consuetudine farsi benedire la gola dal sacerdote che pone sotto il mento due candele incrociate. Subito dopo, si svolge una solenne procesione a cui segue la distribuzione delle "panicelle".
Le manifestazioni potrebbero subire cambiamenti, pertanto si consiglia di verificare l'evento contattando direttamente gli enti organizzatori.
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