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22 Febbraio (evento già trascorso)

  • tipologia:

    Sagre e feste paesane

  • città/comune:

    Cinigiano
  • provincia:

    Grosseto
  • telefono:

    0564 994187
  • fax:

    0564 994187
  • sito web:

    www.prolococinigiano.org
  • per informazioni:

    Pro Loco Cinigiano

  • email:

    INVIA UNA EMAIL



“C’era una volta…verrebbe da dire apprestandosi a parlare di questa tradizione cinigianese ripresa lo scorso anno dopo un'interruzione di qualche decennio. Per immaginarsela bisogna chiaramente far mente locale alla situazione degli anni cinquanta e poco oltre, quando i mezzi di divertimento erano minori rispetto ad oggi e forse però maggiore era la fantasia e la voglia di stare insieme.

Tutto iniziava la notte dell’ultimo di carnevale, praticamente senza soluzione di continuità : i “festaioli” la mattina del primo giorno di quaresima, dopo aver bruciato il carnevale e aver festeggiato tutta notte, iniziavano a fare i rivolti (pietanza povera ottenuta con farina e acqua) e uova sode; ci si divideva poi in squadre, chi andava a cercare il vino chi l’olio, chi andava per botteghe facendosi dare piccole merci (come stringhe) per rivenderle in maniera un po’ anomala. Si presentava la merce e poi la si rimetteva via per rioffrirla ad altra persona: chi si metteva a fare le “copertoie” che venivano vendute a massaie di buon cuore, chi andava in giro a fare il lustrascarpe, chi arrotava lame e coltelli, chi si recava presso le fattorie che regalavano polli e nel migliore dei casi addirittura agnelli, tutto poi , denari e vettovaglie, veniva portato in piazza e alle dodici ricca Pulenda. Con i denari tanto ingegnosamente accattati venivano comprate delle leccornie come cassette di pesce ma la cerimonia clou era il battesimo del maiale a baccalà, cioè tutta la carne veniva battezzata e trasformata in baccalà: la quaresima era salva!

Questo ultimo rito sembra che arrivi da molto lontano ascoltando i racconti degli intervistati. Quello ancora più strano che una nostra ricerca ci ha portato al di là dell’oceano: in terra venezuelana dove una similare tradizione si coltiva ancora oggi battezzando il Capibara (animale fra il cane e il castoro che vive in zone paludose) a pesce. Non contenti, i componenti l’allegra brigata si trasformavano in zampognari con fisarmonica e pappagallino nella gabbia che diceva la fortuna e mica era finita, perché poi a sera una bella cena in qualche casa.
Il bello, racconta Marcello, era che partecipavano persone di tutte le età, anche piuttosto anziane tutte accumunate dal desiderio di divertirsi e stare insieme.”

Anche per questa edizione 2012 verrà riproposta la parte gastronomica sperando di raccogliere quel sano spirito di stare insieme ancora presente fra la nostra gente. Uomini donne e bambini tutti invitati per la notte dei rivolti.



Le manifestazioni potrebbero subire cambiamenti, pertanto si consiglia di verificare l'evento contattando direttamente gli enti organizzatori.
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