Processione devozionale durante la quale nove imponenti ceri lignei vengono trasportati da piazza Castello alla chiesa di Santa Maria di Betlem, nel cui altare sono deposti per ricevere la benedizione. Documentata fin dal 1580, nasce come ringraziamento alla Vergine Assunta per aver liberato il popolo sassarese dal flagello della peste. Ad incedere nelle vie sassaresi con i ceri votivi sono i vari rappresentanti dei "gremi", antiche associazioni corporativo-religiose istituite nel XVI secolo ale quali si deve la conservazione di questa tradizione.
Il carattere votivo si è mantenuto inalterato nel tempo, conservando un profondo significato di gratitudine verso la Vergine ma anche propiziatorio per la vita futura. Così ogni anno si compie la "faradda", in sardo sassarese "discesa", dei Candelieri, eroicamente sostenuti dai rappresentanti dei Massai, Viandanti, Picapietre, Muratori, Ortolani, Sarti, Calzolai, Contadini e Falegnami, che pur sorreggendo un peso gravoso eseguono movimenti ritmici con il corpo, quasi una vera e propria danza. La mattina della festa i rappresentanti dei gremi prelevano il proprio candeliere dalla cappella sede dell’associazione; nell’abitazione dell'"obriere di candeliere", massima carica del gremio, il cero viene riccamente addobbato con nastri colorati, fiori e ghirlande. Ogni candeliere è seguito dai componenti del gremio che procedono in ordine gerarchico. |
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