Dal 17 gennaio al giorno della pentolaccia
tipologia:
Carnevale
indirizzo:
Centro storico
città/comune:
Bosaprovincia:
Oristanotelefono:
078536800sito web:
www.bosaonline.comper informazioni:
Comune
La giornata clou del carnevale bosano è senz'altro il martedì grasso che acquista un crescendo sempre più intenso fino a concludersi, la notte, con il coinvolgimento generale di tutta la comunità. Nell'arco di questa giornata bisogna distinguere almeno due fasi, durante le quali sono protagonisti due tipi specifici di maschere: la MASCHERA DEL LAMENTO FUNEBRE, ovvero della maschera di una donna che esegue il lamento funebre (ATTITTIDU) e della MASCHERA DI GIOLDZI. Quest'ultima, realizzata con un lenzuolo per mantello e con una federa per cappuccio, esprime la personificazione del carnevale che sta per finire.
La mattina di martedì grasso, per le strade della cittadina, girano gruppi di maschere raffiguranti donne in lutto che intonano lamenti funebri di argomento satirico e con chiare allusioni sessuali.
Ogni gruppo di maschere dell'Attittidu porta con se una pupattola di stracci o un bambolotto, in molti casi privato di una gamba o di qualche altra parte del corpo.
Nel pomeriggio del martedì grasso il Carnevale, continua con altri tipi di maschere e con la parata di carri allegorici che sfilano fino a sera.
Alle prime ombre, si assiste a un mutamento di scena: tutti rientrano a casa; avviene una sorta di interruzione della festa; le maschere apparse nell'intera giornata scompaiono.
Quando cala il buio della notte avviene il cambio di maschera. E' questo il momento in cui viene indossata la maschera di Gioldzi, realizzata con indumenti molto semplici, facilmente reperibili, assicurando il coinvolgimento nella festa di tutti i ceti sociali e di tutte le classi di età.
Con un mantello bianco ottenuto da un lenzuolo stretto a falda tra il collo e le spalle, il capo coperto da un cappuccio ottenuto da una federa di cuscino e il viso dipinto di nero con fuliggine di sughero o con lucido per scarpe, ogni maschera di Gioldzi porta con sè un lampioncino di carta del tipo veneziano, oppure un cestino tradizionale, in vimini e canne (pischedda), all'interno del quale c'è una candela.
Quando ormai è notte fonda, esplode uno spettacolo festivo esilarante che coinvolge tutti, mascherati e non. La piazza principale e le vie della cittadina sono affollate di maschere di Gioldzi, ognuna con il proprio lampioncino che produce effetti molto suggestivi di luce.
I Gioldzi corrono da un punto all'altro della piazza senza mai fermarsi; in questo modo, lo svolazzare dei mantelli bianchi dà l'impressione che tutt’intorno aleggino tanti fantasmi. E' il momento in cui la festa acquista la massima intensità corale.
La mattina di martedì grasso, per le strade della cittadina, girano gruppi di maschere raffiguranti donne in lutto che intonano lamenti funebri di argomento satirico e con chiare allusioni sessuali.
Ogni gruppo di maschere dell'Attittidu porta con se una pupattola di stracci o un bambolotto, in molti casi privato di una gamba o di qualche altra parte del corpo.
Nel pomeriggio del martedì grasso il Carnevale, continua con altri tipi di maschere e con la parata di carri allegorici che sfilano fino a sera.
Alle prime ombre, si assiste a un mutamento di scena: tutti rientrano a casa; avviene una sorta di interruzione della festa; le maschere apparse nell'intera giornata scompaiono.
Quando cala il buio della notte avviene il cambio di maschera. E' questo il momento in cui viene indossata la maschera di Gioldzi, realizzata con indumenti molto semplici, facilmente reperibili, assicurando il coinvolgimento nella festa di tutti i ceti sociali e di tutte le classi di età.
Con un mantello bianco ottenuto da un lenzuolo stretto a falda tra il collo e le spalle, il capo coperto da un cappuccio ottenuto da una federa di cuscino e il viso dipinto di nero con fuliggine di sughero o con lucido per scarpe, ogni maschera di Gioldzi porta con sè un lampioncino di carta del tipo veneziano, oppure un cestino tradizionale, in vimini e canne (pischedda), all'interno del quale c'è una candela.
Quando ormai è notte fonda, esplode uno spettacolo festivo esilarante che coinvolge tutti, mascherati e non. La piazza principale e le vie della cittadina sono affollate di maschere di Gioldzi, ognuna con il proprio lampioncino che produce effetti molto suggestivi di luce.
I Gioldzi corrono da un punto all'altro della piazza senza mai fermarsi; in questo modo, lo svolazzare dei mantelli bianchi dà l'impressione che tutt’intorno aleggino tanti fantasmi. E' il momento in cui la festa acquista la massima intensità corale.
Le manifestazioni potrebbero subire cambiamenti, pertanto si consiglia di verificare l'evento contattando direttamente gli enti organizzatori.
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