Il sabato santo, per le vie cittadine si snoda una singolarissima processione, detta Caracolo, il cui nome deriva dall'arabo "Karhara" e significa "girare".
Le due arciconfraternite della cittą, quella dell'Immacolata e quella del Rosario, si incontrano in un punto, detto "Buveri", dal quale insieme si dipartono per percorrere le principali vie di Caulonia, accompagnate da una folla mesta ed orante al lume delle fiaccole.
Questa processione consiste in una attenta meditazione sulla Passione di Cristo. Le statue che solennemente vengono portate in "giro" per il paese raffigurano gli ultimi momenti della vita terrena del figlio di Dio: il Cristo all'orto, il Cristo alla colonna, l'Ecce Homo, il Cristo carico della croce, il Crocifisso, il Cristo deposto dalla croce, la Vergine Addolorata e San Giovanni.
Dopo una lunga peregrinazione, l'interminabile corteo sbuca nella piazza principale del paese su cui si affaccia la chiesa Matrice, centro del culto locale. L'attraversamento della piazza richiede pił di un'ora e dą luogo ad un particolarissimo andirivieni, apparentemente asimmetrico, in realtą rigorosamente scandito e programmato, al quale prendono parte, preceduti dalla banda, statue, fedeli, confratelli, aste e pennoni.
Dopo l'ingresso nel tempio, il corteo si ricompone nella piazza, riattraversa una parte del paese e, arrivato al "Buveri", si divide riformando i due gruppi che all'inizio l'avevano composto, ognuno dei quali fa ritorno alla rispettiva confraternita. |
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