All'alba dell'ultima domenica di aprile, uomini con arnesi da boscaioli e strumenti musicali si recano nel bosco del Pollino alla ricerca di un abete, alto fino a 20 m, che viene trasportato in paese a braccia.
Qui, una parte dell'abete viene sfrondata e costituirą la pita", mentre la parte chiomata restante prenderą il nome di "cimale".
Le due parti verranno unite per formare un unico e altissimo albero in occasione della festa patronale di sant'Alessandro del 3 maggio, ricoperto di moltissimi doni fatti dalla popolazione al santo.
Ai piedi dell'albero si banchetta allegramente tra tarantelle e balli, mentre i pił givani tentano l'arrampicata della pita.