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Miele di barena
Territorio interessato alla produzione: Campagna Lupia, Mira, Chioggia, Venezia, Cavallino Treporti, Jesolo (VE)
La storia: La produzione del miele di barena, nella gronda lagunare veneziana, risale già alla fine dell’800 ed i primi segni documentati di tale produzione si hanno agli inizi del 900 con una foto presente sulla rivista “L’apicoltore moderno” del 1938 che mostra lo spostamento delle arnie a causa dell’allagamento delle barene.
Descrizione del prodotto: Il miele di barena deriva dal nettare della pianta Limonium vulgare, fam. Plumbaginaceae, presente nelle barene lagunari, presenta una consistenza media e un colorito opaco, giallognolo. Viene commercializzato in vasetti di vetro, normalmente da 1 kg, chiusi con tappi ermetici che soddisfano i requisiti di legge.
Processo di produzione: Il miele di barena è tipico dei comuni della gronda lagunare dove sono presenti le barene, cioè le terre emerse a ridosso e all’interno della laguna, che confinano con l’acqua salmastra. Il genere di fiore da cui deriva il miele è Limonium specie vulgare, chiamato in gergo “fiorella di barena”, che fiorisce tra fine giugno-primi di luglio e la metà di settembre. Il continuo degrado delle barene, dovuto sia al moto ondoso che agli scarsi interventi di salvaguardia e manutenzione, rende sempre più rare le zone in cui le caratteristiche piante di Limonium si sviluppano, limitando dunque la possibilità di produrre questo particolare miele. Il processo di produzione prevede che le arnie siano stanziali nelle zone di barena o, più spesso, siano portate sul luogo dagli apicoltori verso la metà di luglio. In quei terreni non crescono fiori diversi dal Limonium, pertanto le api visitano solamente quelle piante, nel periodo di massima fioritura. Una volta raccolto il nettare, gli insetti lo elaborano mediante enzimi particolari e producono il miele che raccolgono nelle cellette dei favi. Quando il miele è maturo e le cellette piene, queste vengono chiuse, dalle api stesse, con uno strato di cera chiamato opercolo. Compito degli apicoltori a questo punto è estrarre i telaini dalle arnie e procedere alla smielatura in sede aziendale. Tolto l’opercolo infatti, il telaio viene messo nello smielatore e per forza centrifuga si estrae il miele. Successivamente il prodotto viene filtrato e lasciato a riposo per 30-40 giorni, per poi essere invasettato senza subire alcun trattamento.
Reperibilità: È prevalente la vendita diretta in sede aziendale. Le produzioni annue sono aleatorie in quanto risentono fortemente delle condizioni climatiche prima e durante la fioritura.
Usi: Il miele di barena ha propietà energetiche ed è ricco di sostanze minerali oltre che di altre sostanze attive ed enzimi. Ha proprietà balsamiche ed è ottimo per le vie respiratorie.
Fonte: Atlante dei Prodotti tradizionali ed agroalimentari del Veneto - Regione Veneto e Veneto Agricoltura |
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