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ANICINI
Denominazione del prodotto: Anicini (Anicinus, Anicinus Sorresus)
Categoria: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria e confetteria
Nome geografico abbinato: Anicini di Sardegna
Territorio interessato alla produzione: Intero territorio della Regione Sardegna
Costanza metodo di produzione oltre 25 anni: Accertato
Richiesta deroghe normativa igienico-sanitaria: Nessuna
Descrizione sintetica del prodotto: Biscotto secco di forma allungata o romboidale, dello spessore di circa 2 cm, croccante, di colore dorato più o meno scuro a seconda del grado di tostatura a cui è stato sottoposto.
Metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura:
Per la preparazione dell’impasto amalgamare i seguenti ingredienti: - 600 gr farina di grano duro; - 4 uova - 250 gr di zucchero; - 100 gr di strutto; - 1 bustina di lievito; - liquore di anice; - 1 cucchiaio colmo di semi di finocchio selvatico
Lavorare a lungo le uova con lo zucchero e il liquore, fino ad ottenere un impasto spumoso; aggiungere ora, poco per volta, la farina e lo strutto che deve essere morbido; unire all’impasto il lievito ed infine i semi di finocchio, precedentemente, lavati, asciugati e infarinati. Lavorare bene l’impasto e, una volta ben omogeneo, sistemarlo in una teglia unta e, aiutandosi con le mani, dare una forma di un pane allungato. Con questa dose si potranno ottenere diversi “pani allungati”. Cuocere nel forno alla temperatura di 200-220°C per 30 minuti. Ultimata la cottura, lasciare raffreddare, quindi affettare formando fette di circa 2 cm di spessore, che si rimetteranno nel forno, per pochi minuti, affinchè diventino più o meno dorate e croccanti.
Materiali e attrezzature per la preparazione e il condizionamento: La lavorazione, manuale, prevede l’utilizzo degli utensili della cucina domestica.
Locali di lavorazione, conservazione e stagionatura: I locali tipici della cucina familiare oppure il laboratorio artigianale a norma di legge.
Metodiche omogenee e regole tradizionali da oltre 25 anni: Nella tradizione venivano preparati in occasione di matrimoni, battesimi e comunioni. Per le occasioni importanti venivano decorati e ricoperti, in parte, con la glassa bianca, oppure decorati con un disegno a zig zag. La tradizione vuole che gli uomini prediliggano questo dolce, in modo particolare, perchè poco zuccherino e secco così da poter essere bagnato nella malvasia o nel moscato. Nel Montiferru si preparavano gli anicini per utilizzare il tuorlo, rimasto, dalle uova della ricetta dei bianchini o degli amaretti.
Regione autonoma della Sardegna - Ersat: Ente Regionale di Sviluppo e Assistenza Tecnica
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