Prodotti Tipici Home page  
PRODOTTI
SAGRE/EVENTI
PRODUTTORI
RISTORANTI
AGRITURISMO
BED&BREAKFAST

Segnalato da:
PizzaMondo.it - Tutto il Mondo della Pizza
PRODOTTI
Campania - Ortaggi e Conserve - Vegetali freschi
POMODORINO CAMPANO

Nome geografico abbinato:

Regione: CAMPANIA

Provincie: NAPOLI, SALERNO, AVELLINO

Sinonimi:

Descrizione sintetica prodotto: La denominazione "Pomodorino Campano" designa le bacche che derivano dagli ecotipi “Corbarino” e “Vesuviano” coltivati nel territorio della regione Campania.
Per l’ ecotipo “CORBARINO”.
1) il prodotto, allo stato fresco, è quello con seguenti caratteristiche:
pezzatura media: 67-50 frutti/kg , ossia il peso della bacca compreso tra i 15 e i 20 gr;
forma prevalentemente allungata (con rapporto tra gli assi non inferiore a 1,5) tendente al piriforme, con apice, quando è presente, mucronato più o meno evidente
Inoltre, per il prodotto destinato alla trasformazione il prodotto fresco deve avere le seguenti caratteristiche minime
colore della polpa rosso intenso (colore Hunter a/b superiore a 2)
elevato grado rifrattometrico (> a 6 % °Brix)
elevato tenore zuccherino (> 3.5 g %)
bassa acidità (non > a 0.4 g %)
Per l’ecotipo “VESUVIANO”:
1) il prodotto, allo stato fresco, deve avere le seguenti caratteristiche:
pezzatura 45-38/kg, ossia peso della bacca compreso tra 22-26 g.
forma prevalentemente ovale allungata, leggermente piriforme (con rapporto tra gli assi non superiore a 1.4 ) con apice mucronato ben evidente;

Territorio interessato alla produzione:
La zona di produzione comprende,:
A) per il pomodorino “corbarino":
- nella provincia di Salerno: Corbara, S.Egidio del Monte Albino, Angri, , Scafati, Pagani, S.Marzano sul Sarno, S. Valentino Torio, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Roccapiemonte, Castel S.Giorgio, Mercato S.Severino, Sarno, Siano, Baronissi, Fisciano, Furore, Ravello, Scala, Amalfi, Maiori, Tramonti, Cava dei Tirreni, Bracigliano
- nella provincia di Napoli: Poggiomarino, Striano, Pompei, Lettere, Gragnano, Pimonte, Agerola, S.Antonio Abate, S.Maria La Carità, Castellammare di Stabia, Vico Equense, Sorrento, Massa Lubrense
- nella provincia di: Avellino: Montoro Inferiore e Montoro Superiore
B) per il “pomodorino del Vesuvio” :
- nella provincia di Napoli: Boscoreale, Pompei, Boscotrecase, Terzigno, S.Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Somma Vesuviana, S.Anastasia, Pollena Trocchia, Cercola, S.Sebastiano al Vesuvio, S.Giorgio a Cremano, Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Volla, Trecase, Massa di Somma, S.Gennaro Vesuviano, Acerra Afragola, Brusciano, Caivano, Casalnuovo, Camposano, Castercisterna, Cicciano, Cimitile, Mariglianella, Marigliano, Nola, Palma, Pomigliano, Scisciano, S.Vitaliano

Produzione in atto: attivo

Descrizione delle metodiche di lavorazione: Le condizioni ambientali e di coltura devono essere quelle tradizionali della zona, e comunque atte a conferire al prodotto che ne deriva le specifiche caratteristiche di qualità.
Condizioni per l’ecotipo “CORBARINO”
Il trapianto, di norma , si esegue tra ultima decade di marzo e prima decade di maggio;
Il sesto d’impianto deve essere di minimo 30 cm sulla fila e compreso tra 110 -130 cm tra le file
La forma di allevamento è quella in verticale con tutori idonei e fili orizzontali. I sesti, le forme di allevamento ed i sistemi di coltivazione devono essere quelli, in uso generalizzato nella zona e comunque atte a conferire al prodotto che ne deriva le specifiche caratteristiche di qualità descritte nel successivo art. 6. E’ facoltà degli organi tecnici regionali ammettere anche forme di allevamento diverse nel rispetto comunque delle suddette caratteristiche.
La raccolta dei frutti è scalare e va effettuata nel periodo compreso tra la fine di luglio e prima decade di ottobre, in funzione delle particolari destinazioni commerciali ( per il fresco: fine luglio - inizio ottobre; da industria:15 agosto - 15 settembre; da serbo: settembre ) e in funzione del conseguimento delle caratteristiche qualitative.
La produzione unitaria massima annua di frutti ammessa è fissata in 600 quintali ad ettaro, pur con le variazioni annuali in funzione dell'andamento climatico.
Condizioni per l’ecotipo “VESUVIANO”
Il trapianto, di norma , si esegue tra l’ultima decade di marzo all’ultima decade di aprile.
Il sesto d’impianto deve essere di massimo 30 cm sulla fila e compreso tra 90 -100 cm tra le file
La forma di allevamento è quella in verticale con tutori idonei e fili orizzontali. I sesti, le forme di allevamento ed i sistemi di coltivazione devono essere quelli, in uso generalizzato nella zona e comunque atte a conferire al prodotto che ne deriva le specifiche caratteristiche di qualità. E’ facoltà degli organi tecnici regionali ammettere anche forme di allevamento diverse nel rispetto comunque delle suddette caratteristiche.
La raccolta dei frutti è scalare e va effettuata nel periodo compreso tra inizio luglio e fine settembre, in funzione delle particolari destinazioni commerciali:
fresco:luglio - settembre; da serbo: agosto; e in funzione del conseguimento delle caratteristiche qualitative.
La produzione unitaria massima annua di frutti ammessa è fissata in 250 quintali ad ettaro, pur con le variazioni annuali in funzione dell'andamento climatico.
In entrambe le coltivazioni è vietata ogni forma di forzatura tendente ad alterare il ciclo biologico naturale del pomodorino, con particolare riferimento agli alleganti ed ai maturanti.
Le operazioni di cernita, di calibratura e di trasformazione del prodotto, secondo le tecniche già acquisite localmente, devono essere effettuate nell’ambito della zona di produzione delimitata.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito che le suddette operazioni siano effettuate in stabilimenti situati nell’ intero territorio regionale, a condizione che in detti stabilimenti le ditte interessate dimostrino di lavorare pomodorino
La successiva trasformazione avviene artigianalmente tagliando in quattro parti la bacca per estrarne i semi; si portano ad ebollizione per circa un’ora, quindi si triturano e si pongono in contenitori di legno coperti da garze; segue un processo di asciugatura naturale, al sole, e quindi si pone la conserva in vasi di terracotta con olio extravergine di oliva e foglie di basilico.
La produzione di tipo industriale prevede, effettuata la cernita ed il lavaggio delle bacche, la bollitura delle stesse intere e private del peduncolo, e quindi inscatolate con aggiunta di succo di pomodoro in banda stagnata o nel vetro, aggiunto di sale, e quindi sterilizzato.

Osservazioni sulla tradizionalità, la omogeneità della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole produttive: Il legame con l’ambiente è documentato dalla autoctonia della cultivar interessate e dal numrose fonti bibliografiche, compresa la tradizione di riprodurre fra gli ortaggi del presepe napoletano i pomodorini, fatto che dimostra la tradizionalità di questa produzione sin dal XVIII secolo.

Costanza del metodo di produzione oltre 25 anni: SI

Riferimento bibliografico:
AAVV. Università degli Studi di Napoli “Federico II”. “Prodotti Agroalimentari tipici della Campania", Portici 1995

Fonte: Mappatura dei Prodotti Tipici e Tradizionali 2005 - Regione Campania, Settore Se.SIRCA.

 

NEWSLETTER
Inserisci email e provincia per ricevere notizie su prodotti tipici e sagre della tua zona
email
 
prov.
 
segnala sagra evento
GLI SPECIALI
» CITTA' D'ARTE DELLA PIANURA PADANA
E-COMMERCE
» Gusto Shop
» Eterni Sapori Di Calabria
» Umbriareale
» Gustitalia
» Gean Shop
» Prodotti Tipici Outlet
» La Boutique Del Gusto
» Bottega Toscana
PRODUTTORI
» Pasticceria Emiliana
» Eno&logo Snc
» Dolci Pascoli S.a.s.
» Montagnamica
SAGRE/EVENTI
AGRITURISMO
» San Felicissimo
» Agrit. Apparita
RISTORANTI
» La Pallida Luna
» Ristorante Monte Del Re
» Taverna Dei Lords
» All'arcangelo Michele
BED&BREAKFAST
» Hotel I Portici - Bologna
» Hotel Della Pieve
» 2binrome B&b
» B&b Il Glicine
» A Casa Di Paola B&b
» Art Farm Gaia
 
© 1998-2008 Loop S.r.l. P.IVA 02226101208 - Tutti i diritti riservati |  » Privacy » Disclaimer » Chi Siamo » Affiliazione » Banner PT