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Segnalato da:
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CARCIOFO DI PROCIDA
Nome geografico abbinato:
Sinonimi e/o termini dialettali:
Regione: Campania
Provincia/e: Napoli
Territorio interessato alla produzione: ISOLA DI PROCIDA
Descrizione sintetica prodotto: Carciofo del tipo romanesco che produce capolini primari di grosse dimensioni , di forma globosa, con brattee esterne di colore verde chiaro con venature violacee;i capolini secondari sono di dimensioni inferiori del 20 – 30 % rispetto ai primari, di colore volaceo più accentuato, e comunque di dimensioni ragguardevoli.. La pianta è rustica e molto vigorosa, in grado di produrre capolini anche del terzo, quarto e quinto ordine. E’ caratterizzata da elevata produzione di ovuli e carducci.
Produzione in atto: a rischio
Descrizione delle metodiche di lavorazione, condizionamento, stagionatura: Il prodotto viene commercializzato allo stato fresco; è presente, seppure in forma sporadica, la produzione artigianale di sottolio.
Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione: Il prodotto lavorato è costituito da capolini del secondo ordine e successivi, che subiscono le seguenti fasi di lavorazione: rimonda dalle brattee esterne e taglio degli apici e rifilatura del gambo; sbollentatura in acqua con aggiunta del 10 – 20 % di aceto di vino bianco e sale; asciugatura all’aria per 1 – 2 giorni; confezionamento in vasetti di vetro con aggiunta di olio extravergine di oliva e condimento costituito da: aglio a pezzetti, peperoncino piccante, origano; stagionatura di 2 mesi prima del consumo; il periodo di conservazione mediamente è di 6 – 8 mesi
Osservazioni sulla tradizionalità, la omogeneità della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole produttive:
Costanza del metodo di produzione oltre 25 anni: SI
Riferimento bibliografico: Sono presenti notizie in testi da ricercare in biblioteche sull’isola e fuori.
Fonte: Mappatura dei Prodotti Tipici e Tradizionali 2005 - Regione Campania, Settore Se.SIRCA.
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