 |
|
|
Segnalato da:
|
|
 |
|
|
Carciofo di Castellammare
Nome geografico abbinato: di Castellammare
Sinonimi e/o termini dialettali: Violetto di Castellammare, carciofo di Schito
Regione: Campania
Provincia/e: Napoli
Territorio interessato alla produzione: Area vesuviana, in particoar modo il comune di Castellammare, in particolare la località detta Schito
Descrizione sintetica prodotto: Carciofo inerme ossia privo di spine, con infiorescemze apicali grosse e globose, colore delle brattee diffusamente rosato che tende a sfumare nel violetto. Il ricettacolo fiorale è ampio e carnoso E’ considerato un sottotipo della varietà “romanesco” ed è famoso per la tenerezza delle brattee e il loro delicato colore.
Produzione in atto: a rischio
Descrizione delle metodiche di lavorazione, condizionamento, stagionatura: è a maturazione precoce. La produzione si concentra nel periodo compreso tra febbraio e metà maggio, mentre la “Mammarelle” ( le infiorescenze apicali) si raccolgono a febbraio-marzo.
Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione:
Osservazioni sulla tradizionalità, la omogeneità della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole produttive: La precocità di questo ortaggio è ricordata in diversi manuali di agricoltura risalenti all’epoca borbonica, dove si parla del primaticcio di Castellammare e, appunto del fatto che veniva raccolto già in primavera.
Costanza del metodo di produzione oltre 25 anni: SI
Fonte: Mappatura dei Prodotti Tipici e Tradizionali 2005 - Regione Campania, Settore Se.SIRCA.
|
 |
|
|
|
|
|
 |
|