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TORRONE DI BENEVENTO
Nome geografico abbinato:
Sinonimi e/o termini dialettali:
Regione: Campania
Provincia/e: Benevento
Territorio interessato alla produzione: Benevento è dall’inizio il luogo di maggior concentrazione dell’attività di produzione ma, per motivi di evoluzione storica tutta la provincia si è sempre contraddistinta per il sorgere continuo di numerosi centri produttivi di eccellenza. Ne sono testimonianza le cittadine di Santa Croce del Sannio e Montefalcone di Val Fortore.
Descrizione sintetica prodotto: Con il nome “Torrone di Benevento” si individuano le seguenti 4 tipologie: - Torrone bianco con mandorle; - Torrone cupedia bianco con nocciole; - Torrone bianco morbido con mandorle; - Torroncino croccantino ricoperto con cioccolato. Le principali caratteristiche del prodotto sono costituite da: dolcezza, asciuttezza, tenerezza/durezza, friabilità. Composto da albume d’uovo, miele, nocciole e mandorle, arricchito con cioccolato, liquori ed essenze di agrumi.
Produzione in atto:
Descrizione delle metodiche di lavorazione, condizionamento, stagionatura: Si dispone nella torroniera il miele e lo zucchero e si riscalda fino a 80°C.La torroniera viene fatta girare a marcia veloce e si aggiunge l’albumina sciolta in acqua e preparata il giorno precedente.Si riporta la torroniera alla velocità minima e si aggiunge spolverando lo zucchero a velo, la vaniglia e le mandorle opportunamente preriscaldate in modo da raggiungere la stessa temperatura dell’impasto.Il prodotto viene steso negli appositi stampi, tagliato quando è raffreddato al punto giusto.La conservazione dei prodotti finiti e semilavorati avviene in locali non soggetti a significative variazione di temperatura (tra minimo 14° C e massimo 22° C) e nei quali il grado di umidità non superi il 60%.
Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione:
Osservazioni sulla tradizionalità, la omogeneità della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole produttive: Conosciuto già dal tempo dei romani e citato negli scritti di Titio Livio, si diffuse in particolar modo nel XVII secolo, periodo a cui risalgono le prime varietà
Costanza del metodo di produzione oltre 25 anni:
Fonte: Mappatura dei Prodotti Tipici e Tradizionali 2005 - Regione Campania, Settore Se.SIRCA.
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