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PRODOTTI
Campania - Paste e Cereali - All'uovo
FUSILLO DI FELITTO

Nome geografico abbinato:

Sinonimi e/o termini dialettali: “U’ fusillu”

Regione: CAMPANIA

Provincia/e: SALERNO

Territorio interessato alla produzione: Area del comune di Felitto

Descrizione sintetica prodotto: Si presenta come un cilindro di pasta cavo, della lunghezza compresa tra 18 e 22 cm, di colore giallino.

Produzione in atto: attivo

Descrizione delle metodiche di lavorazione, condizionamento, stagionatura: Gli ingredienti sono: 1Kg. di farina, da 6 a 7 uova, un po’ di sale, un bicchiere di acqua, un cucchiaio di olio extravergine d’oliva.
Per la lavorazione si mette la farina su una spianatoia, si fa un fossetto al centro, si aggiungono gli ingredienti; si impasta, a lungo, energicamente; si fa riposare per circa un’ora in modo che la pasta possa maturare; si taglia la pasta a tocchetti e si ricavano dei bastoncini lunghi 6 – 8 cm. e spessi circa 0,5 cm.; si tirano i bastoncini con un ferro finissimo. Si lessa in acqua abbondantemente.

Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione: filo di ferro a sezione quadrata; piano di legno detto “u’ scannaturo”; farina di grano duro tipo 0, tradizionalmente ottenuto con la varietà;
Cappelli; uova di produzione locale; ragù di castrato; olio extravergine d’oliva di produzione locale; cucine famigliari

Osservazioni sulla tradizionalità, la omogeneità della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole produttive: Si racconta che, siccome Felitto é racchiusa come in una fortezza, intorno al 1500, gli abitanti del posto, attaccati da invasori stranieri, riuscirono a resistere per oltre 10 giorni; a quel punto il comandante della fortezza chiese alle donne di “inventare” un prodotto alimentare per proseguire nella resistenza. Le donne, avendo a disposizione, farina e uova prepararono, per la prima volta il “Fusillo di Felitto” Al di là di questa leggenda é accertato che questa produzione vanta una tradizione secolare, tramandata oralmente da madre a figlia fino a i giorni nostri tanto da rappresentare il piatto tipico delle feste a Felitto. Si é giunti, recentemente, ad avviare azioni di valorizzazione del prodotto, anche attraverso una sagra che si svolge, nella seconda metà di Agosto, ininterrottamente da circa un trentennio.Questa sagra é meta di numerosi turisti e appassionati che provengono non solo dalla Campania e dall’Italia, ma anche dall’estero in quanto attratti dalle altre bellezze naturali del posto. Questo prodotto é stato conosciuto da molti italiani in quanto é stato presentato in trasmissioni televisive popolarii come “Uno Mattina”. Può essere meglio conosciuto anche attraverso il sito Web www.felitto.net. Dallo scorso anno opera un Comitato tecnico – scientifico con la partecipazione della Seconda Università di Napoli allo scopo di approfondirne gli studi e consentire la necessaria valorizzazione anche attraverso la redazione di un disciplinare di produzione. Dal carattere famigliare la produzione tende ad assumere un carattere artigianale in quanto vi é un progetto per l’impianto di una struttura specializzata nella produzione di fusilli.
Questo prodotto richiede una particolare manualità che possiedono solamente le donne di Felitto tanto é vero che famosi ristoranti di Paestum che propongono questo prodotto nei loro menù, per approvvigionarsene richiedono espressamente la fornitura alle signore di Felitto.
Attualmente é in corso una sorta di “gemellaggio” con il “Fusillo di Gioi” rispetto al quale vi sono precise differenze; nella lunghezza che é maggiore, nel numero di uova per Kg. di farina (anche queste maggiori); nell’attrezzo usato per la lavorazione dell’impasto (a Felitto si usa un’asticella metallica più piccola e un po’ meno sagomata; nel condimento ( a Felitto si usa ragù di castrato per cui i fusilli risultano leggermente più salati).

Costanza del metodo di produzione oltre 25 anni:
Testimonianze certificate - Dott. Iorio Eugenio Luigi - Seconda Università di Napoli – Dipartimentio di Biochimica e di Biofisica
Sig.ra Vienna Cammarota – Presidente della Pro Loco di Felitto

Fonte: Mappatura dei Prodotti Tipici e Tradizionali 2005 - Regione Campania, Settore Se.SIRCA.


































Mappatura dei Prodotti
Tipici - scheda prodotto

Elenco Regionale dei Prodotti Tradizionali
Scheda identificativa
(DM. 350/99)

n. Categoria: Pasta

1.Denominazione del Prodotto: FUSILLO DI GIOI

2. Nome geografico abbinato:

3. Sinonimi e/o termini dialettali: “U’ FUSIDDO”

4. Regione: CAMPANIA

5. Provincia/e: SALERNO

6. Territorio interessato alla produzione:

Area collinare del Cilento interno; in particolare i comuni di Gioi, Orria, Salento, Stio, Campora, Magliano Vetere, Monteforte Cilento, Perito, Moio della Civitella.




7. Descrizione sintetica prodotto:

Il prodotto si presenta come una pasta lineare che ha una lunghezza di circa 12 – 15 cm..








8. Produzione in atto:

? scomparso ? a rischio x ? attivo



9. Descrizione delle metodiche di lavorazione, condizionamento, stagionatura

I “fusiddi” si ottengono impastando 4 – 5 uova per ogni chilogrammo di farina di grano duro, con l’aggiunta di un bicchiere di acqua.
La preparazione avviene in questo modo: si dispongono farina e uova su uno “scannaturo”, cioè su un piano spianato, si lavora energicamente fino ad ottenere un impasto di buona consistenza. Si prelevano, quindi, dei tocchi da detto impasto e si distendono con i palmi delle mani facendo assumere ad ognuno la forma di un bastoncino, della lunghezza di un palmo e mezzo e dello spessore di un dito, che é la cosiddetta “cingolatura”. Tagliati rapidamente i bastoncini diventano altrettanti “cingoli”. Si procede, quindi, all’ ”incavatura” che si ottiene mediante un ferro a quadrello intorno al quale si arrotola il breve cingolo di pasta della dimensione di circa un palmo. Quando il ferro é totalmente ricoperto di pasta lo si sfila lasciando il vuoto in tutta la lunghezza della pasta. I fusilli così ottenuti si dispongono, rapidamente, su una tavola per un breve periodo di essiccazione, prima di immergerli nell’acqua bollente.
Il ferro quadrangolare, tradizionalmente, era preparato dagli zingari nomadi che lo ottenevano spianando un ferro di cavallo consumato che veniva, poi, sezionato per la lunghezza di 25 – 30 cm e per la larghezza di alcuni millimetri. Dagli inizi del secolo XX, quando gli zingari nomadi non giravano più per i paesi, uno stagnino gioiese, pensò di ricavare il ferro per i fusilli dai ferri quadrati che sostenevano la cupola di stoffa degli ombrelli. Da quando gli ombrelli non hanno più avuto come sostegno i ferri quadrati, il ferro per i fusilli si ottiene da bacchette di ferro quadrato attualmente in commercio che vengono forgiate, poi, a lunghezza e spessore desiderati. Il ferro, in ogni caso, consente la formazione di un foro con caratteristiche particolari per tutta la lunghezza della pasta; in questo modo il sugo di ragù rimane aderente al fusillo sia esternamente che internamente al foro stesso conferendogli un sapore caratteristico, unico per questo genere di prodotto.


10. Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione


- Piano di legno detto “u’ scannaturo”
- filo di ferro quadrangolare
- farina di grano duro 00 ottenuto anche da coltivazioni locali
- uova
- ragù di castrato o punta di petto di vitello
- cucine degli abitanti

11. Osservazioni sulla tradizionalità, la omogeneità della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole produttive

La tradizione è storicamente accertata, a partire almeno dall’anno 1000, quando gli abitanti di Gioi, per convincere gli invasori Saraceni che, periodicamente, assediavano la cittadina, che godevano di un elevato benessere dal punto di vista alimentare, mostravano l’impasto di farina e di uova conficcato sulla punta dei fucili dell’epoca attraverso i fori dei muri di cinta. Ritraendo i fucili l’impasto si “affusolava” intorno al ferro; da qui si ebbe l’origine del “Fusiddu”. Passando attraverso la civiltà contadina cilentana questa tradizione é stata tramandata da madre a figlia fino ai nostri giorni senza alcuna interruzione.
L’importanza di questo prodotto é dimostrato da una sagra che si svolge da 30 anni a Gioi nel periodo di Ferragosto che richiama migliaia di avventori e appassionati da tutta Italia.
I produttori del Fusillo di Gioi sono stati ospiti di numerose trasmissioni televisive e radiofoniche a livello nazionale (“Uno Mattina”, “Subito Quiz” e altre) dove hanno illustrato e fatto conoscere a tutta l’Italia le peculiarità di questo fusillo.
Questo prodotto é stato oggetto di articoli , oltre che della stampa generica, anche di quella specializzata come, ad esempio “Mondo Cucina” e altri.
12. Costanza del metodo di produzione oltre 25 anni:

SI ?X NO ?

- Riferimento bibliografico
- Testimonianze certificate

- “L’Antica Gioi” di Giuseppe Salati – ditta ed. La Meridionale – Bari, 1911

- Sig. Andrea Salati – Sindaco e Membro del Comitato Organizzativo della Festa del Fusillo di Gioi.







 

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