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Samurchio
Nome geografico abbinato:
Sinonimi e/o termini dialettali:
Regione: Campania
Provincia/e: Napoli
Territorio interessato alla produzione: Attualmente è prodotto in modo discontinuo in diversi paesi della provincia di Napoli, in particolr modo nelle zone dei comuni di Casandrino, S. Antimo e Melito.
Descrizione sintetica prodotto: E’ un insaccato contenente sangue vaccino cotto. La dimensione media, come diametro si aggira sui 7 – 8 cm, mentre la lunghezza varia a seconda della disponibilità dei budelli e quindi della loro lunghezza, la lunghezza più comune può variare da 50 a 100 cm.
Produzione in atto: a rischio
Descrizione delle metodiche di lavorazione, condizionamento, stagionatura: Il sangue vaccino viene raccolto da parte in recipienti casuali e poi versato, attraverso setacci, all’interno di budelli da vacca o maiale, solitamente l’intestino tenue di vacca o il crasso del maiale. Spesso si usava speziarlo cojn peperoncino o pepe, per il solito fine di nascodere in parte i sapori sgradevoli che altrimenti emergono. Il setacciamento viene effettuato per ridurre al minimo la coagulazione al fine di conservarlo il più lungo possibile prima della cottura successiva. La cottura consiste in una bollitura all’interno di grossi pentoloni di rame , solitamente su fascine, residui di legno combustibili, etc. Dura all’incirca 20 minuti e spesso, per mitigare gli odori sgradevoli che emanano, dovuti alla presenza dei budelli, vengono inserite erbe aromatiche nell’acqua di bolllitura fra le quali soprattutto lauro.
Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione: Setacci di legno o altro materiale con griglie di metallo. In ogni caso si tratta di attrezzi occasionali di natura artigianale.
Osservazioni sulla tradizionalità, la omogeneità della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole produttive: Si tratta di un prodotto ottenuto in modo assolutamente artigianale, che ha una tradizione di almeno duecento anni e oltre e che attualmente è quasi del tutto scomparso, dati i cambiamenti di natura socio-economica legati alla sua produzione. Era infatti preparato per sfruttare la massima quantità possibile di risorsa alimentare proveniente dai capi di bestiame, spesso macellati per uso domestico, da parte di una popolazione quasi sempre povera, che cercava in tal modo di conservare tutto quello che fosse possibile: persino il sangue, utilizzato in tal caso come vera e propria fonte alimentare e proteica.
Costanza del metodo di produzione oltre 25 anni: si
Fonte: Mappatura dei Prodotti Tipici e Tradizionali 2005 - Regione Campania, Settore Se.SIRCA.
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