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Fagioli di Riccia (Fasciol)
Area di produzione: Comune di Riccia (CB) (particolarmente la Contrada "Paolina").
Caratteristiche del prodotto: Pianta annua pubescente, con fusto eretto, cilindrico o esagonale, ramoso e spesso rampicante. Le foglioline sono ternate, ovato-acuminate, intere. I fiori sono bianchi o lilla. I legumi penduli, subtorulosi, mucronati (fagioli comuni) da sgusciare. I semi di colore bianco e reniformi.
Metodiche di lavorazione: La semina si effettua nell'ultima quindicina di marzo, prima quindicina di aprile, in solchi distanti 80 cm tra le file e 40 cm sulla fila. Si impiegano circa 40-60 kg di seme per ha. Le cure successive consistono in due o tre sarchiature con relative rincalzature e scerbature importanti per il prodotto coltivato biologicamente con la tecnica dell'aridocoltura Si raccolgono a fine agosto inizio settembre quando il seme è completamente formato e i legumi ben secchi. Questi si staccano a mano oppure si estirpano le piante intere. La trebbiatura si fa a mano. La fase di asciugatura viene effettuata all'aperto esponendo il prodotto al sole nelle ore diurne e ricoprendolo nelle ore notturne con teli di iuta. Si raggiunge così l'umidità ottimale per la conservazione. Le fasi di pulizia, calibratura e confezionamento, vengono effettuate, sempre manualmente, con l'ausilio di setacci a maglie di larghezza diversa. Il prodotto è ricercato anche per la velocità di cottura.
Materiali e attrezzature per la preparazione: La tradizione culinaria indica la cosiddetta "pignata", che, posta vicino al fuoco del camino, porta alla cottura ideale. Il prodotto cotto può essere consumato in vari modi: insalata di fagioli con olio, pane"mbusse" nei fagioli; fagioli con scarola e/o patate e/o sedano; "fasciuole pinte 'nche le trac-chiulelle" (costine di maiale); "fasciuole 'nzuccarate" (cotiche di maiale, olio, aglio, lauro, sedano, prezzemolo, sale e facoltativamente peperoncino).
Elementi che comprovano la tradizionalità: Il prodotto è stato da sempre richiesto dal consumatore locale, anticamente veniva esportato anche fuori regione. Cenni storici Anticamente i fagioli costituivano la cosiddetta "carne dei poveri" perché ottimo alimento energetico. Referenze bibliografiche Poesie - Michele Cima - Volume "Spine e Sciure" 1927 pag. 78 "A Certe Chiante De Fasciòle e Sciure". Editore "Tipografia Molisana". Amorosa Eutimio, Tradizioni Molisane. La festa di San Giuseppe a Riccia, in l'Informatore, Riccia, marzo-aprile 1949, anno II, n° 3-4, pag. 6. La Tavola di S. Giuseppe "Le Tredici pietanze di Riccia" a cura di A. Basile Associazione Culturale Pasquale Vignola Riccia. Lombardi Anna Maria - Mastropaolo Rita, La Cucina Molisana, Ripali-mosani,Arti Grafiche La Regione edi-trice, 1986, pag. 101, 142, 159, 160, 161,162 e 163.
Poesie Fasciòle, che nasceste a Pavuline ie sòtte a 'sta funèstre v'èie chiantate, accòppe 'sceste già duje matine, mò v'attoppe e ve facce n'adacquate. Vèie misse 'ncumpagnie de 'sti vecine, garòfene e rusèlle spampanate, mèh iamme a crèsce nde 'sta tèrra fine che pare de vellute e ghiè 'ssulate. Arrampliàteve pe 'sti spacarèlle tutt'i frunne 'ndrrecciàteve a capanne puzzate qascemine tuccà' i stelle; e vuie, chiante de sciure, a cènte a cènte penzate a caccià'sciure tutte l’anne, vardènneve sultante ie sò cuntènte. (Da "Spine e Sciure" - Officine Grafiche V. Bonanni- Chieti).
Fonte: ERSA Molise - Atlante dei prodotti tradizionali della Regione Molise, ERSA Molise Notizie, Anno V n. 1-2/2004
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