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Lazio - Frutta e Conserve - Frutta secca
Nocciola dei Monti Cimini

Aree di rinvenimento del Prodotto: Intera provincia di Viterbo

Aree di rinvenimento produttori censiti: Capranica (VT), Ronciglione (VT), Caprarola (VT)

Tipologia produzione: Attiva

Periodo di produzione: La raccolta viene effettuata dalla metà del mese di agosto fino alla metà del mese di novembre.

Mercato di riferimento: Da locale ad extraregionale.

Descrizione del prodotto: La nocciola dei Monti Cimini è riferibili alla specie Corylus avellana cultivar "Tonda Gentile Romana". Tale cultivar presenta guscio di medio spessore, subsferoidale con l'apice leggermente a punta; colore nocciola e scarsa lucentezza. Il seme è medio-piccolo, di forma variabile subsferoidale, colore molto vicino a quello del guscio, per lo più ricoperto di fibre. La nocciola "romana" o "tonda gentile romana" trae il suo nome dalla sua forma sferoidale, dal suo aroma gradevole e dal luogo d'origine della sua produzione. Le piantagioni di questa "cultivar" trovarono nei terreni di origine vulcanica, posti alle falde dei Monti Cimini, un eccellente areale di coltivazione.

Elementi di tradizionalita' del processo produttivo: La nocciola dei Monti Cimini è rappresentata dalla cultivar locale "Tonda Gentile Romana ", viene sottoposta ad un procedimento naturale di essiccazione effettuato disponendo le nocciole su aree pavimentate, in strato sottile, al sole rigiraldole periodicamente e coprendole la notte o in caso di pioggia.

Materiali utilizzati nella tradizione locale: Attrezzature agricole tradizionalmente utilizzate per la coltivazione, raccolta e trattamento della nocciola.

Locali utilizzati nella tradizione locale: Locali di lavaggio, essiccazione e stoccaggio del prodotto su arre pavimentate.

Storia tradizionale del Prodotto: Molti sono i riferimenti storici che attestano la tradizionalità della nocciola dei monti cimini. Già nel 1949 Giuseppe Nizi, nel "Il Nocciuolo nella zona del Cimino", narra che presso i Romani il legno di nocciolo era bruciato durante i sacrifici al Dio Giano, sul colle di Carbognano, e utilizzato per torce augurali durante le nozze. Il Martinelli in "Carbognano illustra" mette in risalto che la coltura di nocciolo risale sin dal 1412 circa, Questa nocciola è di notevole interesse per le industrie dolciarie anche fra le più conosciute nel nostro paese e non; un documento particolre che attesta tale interesse risale al 1968, allorquando l'azienda Perugina effettuò delle analisi chimico-fisiche sulle nocciole dei monti cimini cultivar Romana.

Ottenuto anche con metodo Biologico: NO

Fonte: Regione Lazio - arsial.it. I prodotti tipici e tradizionali del Lazio - Progetto Agricoltura Qualità.

 

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