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Carciofo di Tarquinia o della maremma viterbese
Prodotti afferenti Carciofo romanesco del Lazio IGP; Carciofo di Sezze; Carciofo di Orte.
Aree di rinvenimento del Prodotto: Montalto di Castro (VT), Tarquinia (VT)
Tipologia produzione: A rischio
Periodo di produzione: Si tratta di una coltura pluriennale. Si impiantano i carducci da agosto a fine ottobre e si raccolgono i carciofi in primavera.
Mercato di riferimento: Produzione locale
Descrizione del prodotto: Carciofo del tipo "romanesco". Il capolino, di media compattezza, presenta una forma sferico- appaittita, globosa, con caratteristico foro all'apice. Le brattee sono di colore verde tendente al violaceo.
Elementi di tradizionalita' del processo produttivo: Tecnica di coltivazione, seme locale.
Materiali utilizzati nella tradizione locale: Attrezzatura agricola
Locali utilizzati nella tradizione locale: Il prodotto è immesso nel mercato quando è ancora fresco, presso alcune aziende la lavorazione si limita alla formazione di particolari mazzi che rendano il prodotto più presentabile al consumatore.
Storia tradizionale del Prodotto: La maremma viterbese rappresenta una delle più tradizionali regioni di coltivazione del carciofo. Secondo il botanico Montellucci è da attribuire agli Etruschi l'addomesticamento alla coltivazione di questo ortaggio. Nel territorio di Tarquinia la coltura viene introdotta agli inizi del '900 tanto che nel 1930, alla prima mostra degli ortaggi di Tarquinia, vengono portati in mostra begli esemplari di carciofi e ne vengono premiati i produttori. Alla seconda mostra, tenuta nel 1933 vengono portati 13.000 esemplari. Risultano coltivati oltre 200 ha di terreno a carciofeto, con una produzione media annua di q.li 18-20.000. Risalgono al 1928 i primi esperimenti per la selezione della cultuvar "carciofo di Tarquinia": incrocio di carciofo romanesco e carciofo d'ogni mese o di Provenza. Intorno alla metà degli anni '60 risultano dedicati a questa coltura oltre 1000 ha di terreno, come si ricava dalla "giornata del carciofo", convegno tenuto nel 1987.
Ottenuto anche con metodo Biologico: NO
Fonte: Regione Lazio - arsial.it. I prodotti tipici e tradizionali del Lazio - Progetto Agricoltura Qualità.
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