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PERA ANGELICA
Materia prima: L'albero è di media vigoria, con piante alte a chioma piramidale e rami eretti; foglie piccole rotondeggianti, ripiegate indietro, verdi e di colore rosso-rame in autunno. Buona allegagione dei fiori, la produzione è costante. Frutto rotondeggiante di colore verde-giallo con grande macchia rosata nella zona esposta al sole. Peduncolo forte e diritto, calice poco profondo e piccolo. Il frutto ha sapore delicato, polpa butirrosa con piccole granulazioni intorno al cuore, succosa, con note di moscato, leggermente speziata.
Tecnologia di lavorazione : I terreni sui quali viene normalmente coltivata la pera angelica derivano da rocce prevalentemente arenacee. Trova buone condizioni di coltivazione anche su terreni argillosi. La forma di allevamento tradizionale è a vaso, ma oggi è diffusa anche la forma a spalliera irregolare. Le prime produzioni si hanno dopo tre anni circa. La tecnica di coltivazione è analoga a quella di altre varietà di pero. Generalmente presenta una maggiore sensibilità alla psilla. L'albero è longevo, ne esistono sul territorio del Comune di Serrungarina esemplari di oltre 60 anni. Le pere vengono raccolte all'inizio del mese di settembre, anticamente venivano poste nel tradizionale "melaro", cesto di paglia posto in sommità di un gelso (Morus alba). Oggi le pere, raccolte in casse di campagna leggere, possono essere conservate sotto tettoia per un breve periodo, mentre, per periodi più lunghi, è necessario utilizzare celle frigo.
Materiali e attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione e condizionamento: II prodotto si consuma fresco, oppure viene conservato in celle frigorifero, analogamente alle altre pomacee (le caratteristiche organolettiche rimangono inalterate per oltre 6 mesi). Raccolto, viene posto in cassette di legno o preferibilmente di plastica forata.
Descrizione dei locali di lavorazione conservazione e stagionatura: - Conservazione attuale: cella frigorifera - Conservazione tradizionale: "melaro", cesto di paglia posto sopra i gelsi.
Stagionatura:
Caratteristiche del prodotto finito: La pera angelica, oltre ad essere consumata come frutta fresca, può essere utilizzata a fine pasto nella preparazione di piatti locali o anche, come confettura, in diverse tipologie di dolci.
Area di produzione: Provincia di Pesaro e Urbino, in particolare nei Comuni di Serrungarina, Saltara, Cartoceto, Mombaroccio e Montemaggiore.
Calendario di produzione:
Note: La pera angelica viene descritta da R. Farneti (Frutti freschi e secchi, ortaggi). Marcello Stefanini nella tesi di laurea del 1961 presso l'Università degli Studi di Perugia ne individuò la localizzazione "dapprima nel Genovesato e poi in Emilia (Modena), nel Veneto e nelle Marche e precisamente in provincia di Pesaro". Nella provincia di Pesaro la coltivazione della pera angelica, soprattutto negli anni '60, era estremamente frazionata, mediamente dalle 20 alle 30 piante per colono. Le piante generalmente erano coltivate lungo i filari a distanza variabile e consociate a colture erbacee. Riproduzioni di 2 foto risalenti agli anni 1944/45. Numero speciale della Rivista della Ortofrutticoltura Italiana - Anno 82°-Volume XLl, 1957. Monografia delle principali cultivar di pero (Consiglio Nazionale delle Ricerche) con copertina disegnata da Gallesio (1800 circa), raffigurante la pera angelica. Ogni anno in estate si svolge a Serrungarina (PU) la Festa della Pera Angelica.
Fonte: Bollettino Ufficiale della Regione Marche. Anno XXXIII, n.° 63, 20 maggio 2002
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