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Mela rosa (pianella, rosetta, durella, appietta)

Frutta e Conserve (Frutta fresca)
Marche

Mela rosa (pianella, rosetta, durella, appietta) - Prodotto tipico della Regione Marche - Categoria Frutta e Conserve - (Frutta fresca)

Materia prima: Si tratta sostanzialmente di una varietà - popolazione il cui biotipo tradizionale marchigiano si individua per lo più nell'area pre-appeninica dei monti Sibillini ed è quello che viene denominato "mela rosa marchigiana". Frutto medio-piccolo, irregolare, di forma appiattita asimmetrica, buccia liscia di medio spessore od anche spessa, di colore verde intenso soffuso o striato di colore rosso-vinoso (comunemente detto rosa). Il frutto ha un peduncolo molto corto e presenta una rugginosità localizzata nella zona peduncolare. Polpa di colore bianco traslucido, soda, croccante, di sapore zuccherino acidulo e profumata, molto serbevole. Le piante di mela rosa presentano un'ottima resistenza al freddo ed i frutti manifestano una buona resistenza alla ticchiolatura ed alle più comuni avversità biotiche. Per tale motivo le piante risultano idonee per una coltivazione a basso impatto ambientale.

Tecnologia di lavorazione: La raccolta avviene a mano.

Materiali e attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione e condizionamento: Raccolta, la mela viene posta in cassette di legno o preferibilmente di plastica forata.

Descrizione dei locali di lavorazione conservazione e stagionatura: E’ un prodotto da consumo fresco, ma può essere anche conservato in locali idonei. Tradizionalmente tali locali consistevano nei "melari" ricavati all'aperto nei pagliai e fienili od anche nei cesti posti sulle biforcazioni degli alberi.

Stagionatura:

Caratteristiche del prodotto finito: Oltre al consumo fresco, i frutti venivano utilizzati anche per cottura sotto brace o al forno o per confezionare vari tipi di dolci.

Area di produzione: Tutta la fascia collinare pre-appenninica, in particolare il comprensorio della Comunità Montana dei Sibillini.

Calendario di produzione: Il consumo avviene preferibilmente a cominciare dal tardo autunno ed anche dopo lunga conservazione, fino ad inizio primavera dell'anno successivo.

Note: Riferimenti bibliografici:

Fonte: Bollettino Ufficiale della Regione Marche. Anno XXXIII, n.° 63, 20 maggio 2002






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