GOBBO DI TRODICA - CARDO DI MACERATA
Materia prima: Il "gigante degli ortaggi" (la pianta pesa 8-10 Kg), appartiene alla famiglia delle Composite ed una varietà botanica, la "attilis D.C.", della specie Cynara cardunculus L, la stessa del carciofo. Per la coltivazione predilige terreni ad aratura profonda, freschi e ricchi di sostanza organica. La pianta si presenta vigorosa, con foglie a costole grosse, carnose, piene e di colore tendente al bianco. Il gobbo di Trodica presenta caratteristiche particolari: maturazione meno precoce, assenza assoluta di spine, foglie piene a liste meno frastagliate. Si differenzia ancora per doti di gentilezza più manifeste della costala mediana fogliare che si presenta molto ampia, spessa, priva di pellicola feltrosa, di colore bianco-avorio, carnosa, succosa, di aroma franco, di sapore armonico molto delicato. La costala si distingue infine per la scarsa presenza di filamenti sclerosi, che possono anche mancare.
Tecnologia di lavorazione: Dopo averlo liberato dai filamenti, viene tagliato a pezzi e lavato accuratamente.
Materiali e attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione e condizionamento: Cassetta di plastica aperta, accatastabile.
Descrizione dei locali di lavorazione conservazione e stagionatura: E' un prodotto da consumo fresco.
Stagionatura:
Caratteristiche del prodotto finito: Viene lessato per poi essere impiegato in molte ricette, tutte tradizionalmente semplici: al tegame, in umido, fritto con lo strutto.
Area di produzione: Massima diffusione nel territorio comunale di Trodica, ma anche in tutto il territorio maceratese.
Calendario di produzione: Si presenta sul mercato in pieno inverno, da dicembre a febbraio. Si consuma fresco nel periodo invernale, in particolare nel periodo natalizio in quanto fa parte del ricco menù della vigilia di Natale.
Note: Riferimenti bibliografici: "Enciclopedia Agraria Italiana", Federazone Italiana dei Consorzi Agrari, REDA, Anno 1954; "Manuale dell'Agronomo", Tassinari, REDA, 1976.
fonte: Bollettino Ufficiale della Regione Marche. Anno XXXIII, n.° 63, 20 maggio 2002
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