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Farro (Farro e Farro di Monteleone)
Farro: triticum dicoccum Farro di Monteleone: Triticum durum dicoccum
Dialetto: LO FARRE Sinonimi: GRANO DEI POVERI
Territorio interessato alla produzione: Farro: Regione Umbria Farro di Monteleone: Comuni di Monteleone di Spoleto e Cascia.
Descrizione sintetica del prodotto Frutto (cariosside), dopo “sbramatura”. Farro di Monteleone: Varietà dura, dovuta al clima molto rigido nel periodo invernale, che lo distingue dall’altro farro coltivato in zone climatiche diverse
Lavorazione, conservazione e stagionatura: Semina in alta collina ottobre - novembre, in alta quota fine inverno - inizio primavera, permesso dal fatto che l’ecotipo dell’areale umbro è “alternativo”. Periodo di raccolta luglio – agosto con mietitrebbiattura . Seguono le fasi di “sbramatura” e confezionamento del prodotto.
Note: Nell’ambito del ritrovamento di una “biga etrusca” in località Colle del Capitano, che risale a circa 2000 anni fa, all’interno della tomba, oltre a resti e cimeli storici, furono ritrovate delle ciotole contenenti farro spezzato. I Romani, infatti, davano come premio il farro ai soldati, per le battaglie vinte. Festa di S. Nicola, patrono di Monteleone di Spoleto (6 dicembre): distribuzione del farro da parte del parroco alla popolazione. “Chi mangia il farro non nutre il medico” (Detto popolare)
Bibliografia: Atti della Giunta per la Inchiesta Agraria e sulle condizioni della classe agricola, Vol. XI, Tomo II, Roma 1884. PAPA Cristina, Quaderni del Cedrav, Il Farro, saperi, usi, e conservazione, delle varietà locali, 1999.
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