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Toscana - Paste e Cereali - Farine
Farina di castagne d`Antona

Sinonimi: Farina dolce

Descrizione sintetica del prodotto: La farina di castagne d’Antona ha un colore che varia dal crema, al beige, al bianco e un sapore dolce con un leggero retrogusto amarognolo. Il profumo è quello delle castagne e la consistenza è fine al tatto e al palato. Viene confezionata in sacchetti da 1 kg circa.

Territorio interessato alla produzione: Provincia di Massa-Carrara, in particolare l’area di Antona.

Provincia: Massa-carrara

Produzione in atto: Attivo

Descrizione delle metodiche di lavorazione: Una volta raccolte, le castagne appartenenti alla cultivar Carpinese vengono portate al seccatoio, dove, stese su un graticcio di legno posto ad un’altezza di circa 2,5 m dal suolo, vengono seccate dal calore del fuoco allestito al di sotto. Dopo l’operazione di seccatura, che dura circa 40 giorni, le castagne vengono battute con la "mazzalanga" (disco di legno provvisto di lungo manico) per eliminarne la buccia e ripassate nella "vassora" o "abbiolo" (attrezzo simile al setaccio) per completare la pulitura.Le castagne secche vengono quindi portate al mulino per la macinazione, che nella zona viene effettuata ancora in un mulino ad acqua con macine in pietra. Altrettanto tradizionale è la conservazione della farina che viene pressata in madie di legno che garantiscono il mantenimento delle caratteristiche organolettiche del prodotto; la pressatura è talmente forte che per l’utilizzo la massa della farina deve essere rotta con lo scalpello e poi setacciata.

Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione: Metati per l’essiccazione, Mazzalanga (disco di legno provvisto di lungo manico), Vassora o abbiolo (macchine pulisci-castagne), Macine in pietra, Madia di legno per la pressatura

Osservazioni sulla tradizionalità, la omogeneità della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole produttive: La farina di castagne d’Antona, la cui tecnica di produzione è rimasta invariata nel tempo, deve le proprie caratteristiche organolettiche alle cultivar utilizzate, all’impiego dei metati per la fase di essiccazione e alla molitura mediante macine a pietra. Viene impiegata in piatti tipici quali frittelle, castagnaccio e polenta dolce.

Produzione: La farina di castagne d’Antona viene commercializzata da 7-8 produttori più significativi, per un quantitativo annuo di circa 70 quintali.

Bibliografia: Atti della "Giornata del castagno", Caprese Michelangelo (Arezzo) 3/12/1977


Fonte: Regione Toscana - ARSIA – Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione nel Settore Agricolo-forestale.

 

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