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Marrone feltrino, Morone feltrino
Territorio interessato alla produzione: Feltre, Pedavena, Cesio, Sospirolo, S. Gregorio Delle Alpi, Seren Del Grappa, Fonzaso, Vas, Alano, Quero (VI)
La storia: Il territorio Feltrino, che comprende la parte occidentale della valle del Piave, presenta pendii non eccessivamente elevati, e costituisce una zona di raccordo tra l’area dolomitica e quella prealpina. In quest’area la castanicoltura è presente sin dai tempi degli insediamenti romani e le castagne sono state per secoli tra gli alimenti di base della dieta degli abitanti della zona e ancora oggi sono apprezzate e coltivate. Nel 1996 si è costituito il Consorzio Tutela Morone e Castagno del Feltrino, con lo scopo di: tutelare il “Morone”, difendendo il castagno diffuso in quest’area; migliorare le condizioni agronomico-colturali del patrimonio castanicolo esistente; diffondere nuovi impianti e recuperare i castagneti attraverso il risanamento e la conservazione delle piante adulte; aumentare la valorizzazione turistica e ambientale delle aree castanili; assicurare l’aggiornamento professionale dei produttori e soprattutto la certificazione dei marroni a livello locale, nazionale ed europeo.
Descrizione del prodotto: Il “morone” Feltrino presenta requisiti propri che lo distinguono dalla altre varietà, in particolare ha una forma ovoidale, apice con pelosità vellutata, torcia evidente e a volte inginocchiata, una faccia laterale generalmente piatta, l’altra convessa, cicatrice ilare rettangolare ben delineata. La buccia superficiale, chiamata pericarpo, è abbastanza sottile, di colore marrone con evidenti striature in senso meridiano di colore più scuro, mentre il frutto è ricoperto da una pellicina di colore nocciola chiaro che si stacca facilmente in fase di spellatura. La polpa è di colore bianco latte e la pasta è compatta e rinomata per la particolare dolcezza.
Processo di produzione: Il castagno è una pianta spontanea e le operazioni compiute dai castanicoltori sono limitate alla raccolta e alla sistemazione del prodotto. Tuttavia queste mansioni necessitano di tecniche ben precise, che concorrono ad assicurare una produzione di qualità molto elevata. La raccolta viene effettuata a mano, a causa delle difficoltà legate alla tipologia del terreno; successivamente i frutti vengono calibrati al fine di ottenere un prodotto con pezzature omogenee. Si procede poi all’operazione più importante per la conservazione dei frutti: la novena. Il prodotto viene immerso in contenitori atossici riempiti di acqua potabile. Il processo fermentativo produce acido lattico e abbassa l’acidità dei frutti. La curatura è eseguita simultaneamente alla fase di “novena”: vengono manualmente eliminati i frutti che affiorano in superficie (bacati o difettosi). L’ultima fase è quella dell’asciugatura, necessaria dopo la “novena” per evitare ammuffimenti: i frutti vengono sottoposti a ventilazione forzata a temperatura ambiente, per essere poi stesi su superfici asciutte a formare uno strato di circa 20 cm che viene rigirato 2 volte al giorno mediamente per 5 giorni. Il prodotto è quindi pronto per essere insacchettato e immesso in commercio.
Reperibilità: Il prodotto è reperibile nella zona di produzione ma anche presso rivenditori ortofrutticoli al dettaglio del bellunese, del trevigiano e del vicentino.
Usi: Il marrone feltrino viene utilizzato cotto come caldarrosta, al forno o nella preparazione della classica minestra di marroni.
Fonte: Atlante dei Prodotti tradizionali ed agroalimentari del Veneto - Regione Veneto e Veneto Agricoltura |
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