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Miele del crinale dell'Appennino emiliano-romagnolo

Miele (Uniflorale)
Emilia Romagna

Il miele si presenta liquido subito dopo la smelatura e cristallizza più o meno rapidamente a seconda dell’origine botanica. Il miele uniflora di castagno conserva a lungo lo stato fisico liquido. In ogni caso, durante la commercializzazio, il prodotto deve presentare uno stoto fisico uniforme. Il colore varia da toni chiari a toni scuri, a seconda della presenza di castagno e/o di melata. Odore e aroma vegetali-fruttati, di media intensità, via via più pungenti a seconda della presenza di castagno. Sapore dolce, con una eventuale nota amara più o meno forte in relazione alla componente di castagno.

 

Territorio interessato alla produzione: Il miele prodotto da alveari delimitata dal confine regionale a sud e stesa fino alle prime propaggini collinari a nord (altitudine 200 m)

 

Cenni storici e curiosità
L’apicoltura è un’attività molto diffusa nelle più antiche tradizioni rurali del territorio regionale. Ne fanno fede numerose testimonianze bibliografiche. In seguito, tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, si sono definite le basi di una apicoltura moderna come ancora oggi viene praticata. L’aspetto più importante e caratterizzante è stata l’introduzione e la diffusione sul territorio regionale degli alveari razionali, in anticipo rispetto alle altre regioni italiane. L’apicoltura emiliano-romagnola si configura quindi, precocemente, come attività agricola evoluta: nel periodo succitato infatti si ritrovano numerosissime indicazioni del fervore di tale attività. Molti apicoltori che operano nella Regione rappresentano veri innovatori di tecniche e materiali apistici, pubblicano manuali diffusi in Italia e all’estero, sono promotori dei primi convegni apistici, creano apiari scuola.