Gallina polverara
Salumi e Carni (Volatili)
Veneto
Veneto
Gallina polverara - Prodotto tipico della Regione Veneto - Categoria Salumi e Carni - (Volatili)
Territorio interessato alla produzione: Veneto
La storia: Tra le tante ipotesi sulle origini della Gallina di Polverara quella più curiosa risale al XIV secolo, epoca in cui il Marchese Giovanni Dondi, di ritorno da un viaggio in Polonia, portò con sè dei polli dall’aspetto insolito: un ciuffo di penne sul capo, i favoriti (due ciuffi sotto gli occhi) e la barba. Dalla tenuta dei Dondi si ambientarono anche al circostante territorio padovano producendo nuovi incroci e fra questi probabilmente anche la gallina di Polverara. Questa razza avicola è stata celebrata da poeti e scrittori. Testimonianze concrete le troviamo nella storia della Repubblica Serenissima di Venezia, nelle pitture conservate nei Musei Vaticani, fino alla Corte d’Inghilterra, infatti la razza, era ed è conosciuta anche all’estero. Nel 1560 Bernardino Scardeone nella sua opera “Historia de urbis patavi antiquate” notò l’abbondanza di galline di straordinaria grandezza in quel di Polverara; nel 1622 Alessandro Tassoni narrava “di più di dieci cappon di Polverara che parean oche...” e descrisse questo luogo come “il regno dei Galli”. A partire dal primo `900 raggiunse una notevole diffusione e fama per le qualità della sua carne e il gradevole aspetto ma nonostante ciò la “Razza Polverara” dovette piegarsi alla “Razza Livornese”, che venne sostenuta da esasperati interessi commerciali. Così questa specie rustica, che poco si adattava all’allevamento intensivo, si ridimensionò fino quasi all’estinzione tanto che pochi anni fa se ne contavano solo sette esemplari. Oggi grazie ad un attento processo di recupero e valorizzazione è stata dichiarata razza protetta dalla Comunità Europea e reintrodotta negli allevamenti familiari. (cfr. www.gallinapolverara.it)
Descrizione del prodotto: L’aspetto generale evidenzia un portamento elegante, un ciuffo ritto sulla testa e sporgente in avanti, barba o gorgiera, piumaggio morbido. Il gallo ha un’andatura vivace ed altezzosa mentre la gallina è più calma. Di questa razza, da sempre conosciuta come Schiata o S-ciata di Polverara, esistono due varietà, quella bianca con riflessi giallognoli e becco giallo roseo e quella nera lucente, entrambe senza cresta e senza barbuglio. Hanno tarsi verde salice nella bianca, e tendenti al colore piombo nella nera. La cresta, formata da due cornetti carnosi un po’ schiacciati, uniti alla base e ad impianto trasversale, la differenzia dalla gallina padovana che ne è priva. La barba o gorgiera è ridotta e i bargigli sono di un roseo brillante. Produce eccellente carne morata ed è buona ovaiola anche d’inverno, caratteristica molto apprezzata dalle famiglie di un tempo. Il gallo raggiunge facilmente i tre chili di peso, le galline i due chili, dando almeno 150 uova all’anno.
Processo di produzione: La gallina di Polverara è allevata all’aperto perchè, notoriamente, si adattano male a vivere in gabbia.
Reperibilità: Data l’esiguità nel numero di capi allevati, il prodotto è reperibile direttamente presso i vari allevatori nelle aziende agricole in cui si produce.
Usi: Data la buona sapidità e la coriacità delle carni, la gallina di Polverera si presta a diversi usi culinari, alcuni dei quali tramandati da antiche tradizioni popolari, come la gallina lessa o la Gallina di Polverara col pien (ripieno).
Territorio interessato alla produzione: Veneto
La storia: Tra le tante ipotesi sulle origini della Gallina di Polverara quella più curiosa risale al XIV secolo, epoca in cui il Marchese Giovanni Dondi, di ritorno da un viaggio in Polonia, portò con sè dei polli dall’aspetto insolito: un ciuffo di penne sul capo, i favoriti (due ciuffi sotto gli occhi) e la barba. Dalla tenuta dei Dondi si ambientarono anche al circostante territorio padovano producendo nuovi incroci e fra questi probabilmente anche la gallina di Polverara. Questa razza avicola è stata celebrata da poeti e scrittori. Testimonianze concrete le troviamo nella storia della Repubblica Serenissima di Venezia, nelle pitture conservate nei Musei Vaticani, fino alla Corte d’Inghilterra, infatti la razza, era ed è conosciuta anche all’estero. Nel 1560 Bernardino Scardeone nella sua opera “Historia de urbis patavi antiquate” notò l’abbondanza di galline di straordinaria grandezza in quel di Polverara; nel 1622 Alessandro Tassoni narrava “di più di dieci cappon di Polverara che parean oche...” e descrisse questo luogo come “il regno dei Galli”. A partire dal primo `900 raggiunse una notevole diffusione e fama per le qualità della sua carne e il gradevole aspetto ma nonostante ciò la “Razza Polverara” dovette piegarsi alla “Razza Livornese”, che venne sostenuta da esasperati interessi commerciali. Così questa specie rustica, che poco si adattava all’allevamento intensivo, si ridimensionò fino quasi all’estinzione tanto che pochi anni fa se ne contavano solo sette esemplari. Oggi grazie ad un attento processo di recupero e valorizzazione è stata dichiarata razza protetta dalla Comunità Europea e reintrodotta negli allevamenti familiari. (cfr. www.gallinapolverara.it)
Descrizione del prodotto: L’aspetto generale evidenzia un portamento elegante, un ciuffo ritto sulla testa e sporgente in avanti, barba o gorgiera, piumaggio morbido. Il gallo ha un’andatura vivace ed altezzosa mentre la gallina è più calma. Di questa razza, da sempre conosciuta come Schiata o S-ciata di Polverara, esistono due varietà, quella bianca con riflessi giallognoli e becco giallo roseo e quella nera lucente, entrambe senza cresta e senza barbuglio. Hanno tarsi verde salice nella bianca, e tendenti al colore piombo nella nera. La cresta, formata da due cornetti carnosi un po’ schiacciati, uniti alla base e ad impianto trasversale, la differenzia dalla gallina padovana che ne è priva. La barba o gorgiera è ridotta e i bargigli sono di un roseo brillante. Produce eccellente carne morata ed è buona ovaiola anche d’inverno, caratteristica molto apprezzata dalle famiglie di un tempo. Il gallo raggiunge facilmente i tre chili di peso, le galline i due chili, dando almeno 150 uova all’anno.
Processo di produzione: La gallina di Polverara è allevata all’aperto perchè, notoriamente, si adattano male a vivere in gabbia.
Reperibilità: Data l’esiguità nel numero di capi allevati, il prodotto è reperibile direttamente presso i vari allevatori nelle aziende agricole in cui si produce.
Usi: Data la buona sapidità e la coriacità delle carni, la gallina di Polverera si presta a diversi usi culinari, alcuni dei quali tramandati da antiche tradizioni popolari, come la gallina lessa o la Gallina di Polverara col pien (ripieno).