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Sospiro di Bisceglie, u' sospère d vescègghie

Dolci e Gelati (Pasticceria e altri dolci)
Puglia

Descrizione del prodotto
l "Sospiro di Bisceglie" è il prodotto dolciario ottenuto dalla lavorazione e successiva cottura in forno di un impasto a base di farina di grano tenero “00”, uova di gallina categoria “A” zucchero saccarosio , farcito all’interno da crema pasticceria e ricoperto da zucchero fondente tradizionalmente chiamato il “giulebbe”.

  • forma: Campata unica, raffigura un seno di donna caratterizzato da un capezzolo turgido che affiora alla cima.
  • aspetto esterno: la superficie è liscia di colore bianco per il “giulebbe” che lo ricopre;
  • aspetto interno: la pasta si presenta spugnosa con alveolatura regolare di colore giallo con strato di crema pasticcera.

 

Territorio di produzione: La zona di produzione e di confezionamento del "Sospiro di Bisceglie" comprende l'intero territorio del Comune di Bisceglie.

 

Cenni storici e curiosità
Si ha riscontro che già dal XV secolo le suore Clarisse di Bisceglie nel loro monastero, tra i tanti dolci di loro produzione, confezionavano i cosiddetti “sospiretti delle monache”, realizzati con pan di spagna farcito con crema e ricoperto da glassa di colore rosa. A queste è legato il racconto, che però non trova alcun riscontro scritto, che narra di quando le monache prepararono i dolci in occasione delle nozze tra Lucrezia Borgia e il conte di Conversano. A queste nozze, però, la sposa non arrivò mai e gli ospiti convenuti per il matrimonio, stanchi per l’attesa, iniziarono a sospirare mangiando i dolci preparati.
In questo primo aneddoto si riscontra però una certezza nella figura di Lucrezia Borgia cui la storia di Bisceglie è legata perché Duchessa di Bisceglie.
Sui sospiri di Bisceglie esistono molti altri aneddoti, tra cui quello sulla forma inventata da un innamorato pasticcere che si ispirò ai seni della sua amata, ma anche di una presunta ricetta originaria del 1500 che prevedeva l’aggiunta di una goccia di rosolio o liquore di rose, successivamente sostituito dal limone.
La tipicità del dolce è data in modo particolare dall’etimologia della parola glassa o giulebbe, preparato a base di zucchero, che ricopre il sospiro.
Risale a questo periodo (1525) la testimonianza dello storico bolognese Leandro Alberti che nel suo pellegrinare e predicare per l’Italia, in quanto frate domenicano, descrisse luoghi, popoli e tradizioni.
Nella sua “Descrittione di tutta Italia” l‘Alberti parla di Bisceglie e menziona il ritrovo delle ossa dei tre Santi Martiri protettori del paese, ma anche di aver gustato un particolare “Zebibo tanto eccellente, con zuccaro, et altre cose aromatiche…..”.
Percorrendo il tempo, alla scoperta delle origini e dell’epoca di nascita del ”Sospiro di Bisceglie ”, giungiamo a epoche più recenti e più precisamente a cavallo del XIX secolo dove, a fronte di documenti scritti, si hanno testimonianze di pasticceri che si sono tramandati di generazione in generazione la ricetta di questo dolce.
Oggi la testimonianza vivente di questa tradizione è il decano dei pasticceri Biscegliesi Giacinto Cavaliere gestore, fino al suo pensionamento, del conosciuto Bar Garden.




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