Cavoli cappucci della Val di Gresta
Ortaggi e Conserve (Vegetali freschi)
Trentino
Trentino
Cavoli cappucci della Val di Gresta - Prodotto tipico della Regione Trentino - Categoria Ortaggi e Conserve - (Vegetali freschi)
ZONA DI PRODUZIONE: Val di Gresta nei Comuni di Ronzo Chienis, Mori, Isera e Villalagarina
DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO: I cavoli cappucci tradizionalmente ottenuti in Val di Gresta si differenziano dalle altre produzioni per la croccantezza, la dolcezza e la con-servabilità, esaltate dall'ambiente e dalle tecniche di coltivazione tradizionali.
Le tipologie sono diverse a seconda del periodo e della destinazione del prodotto: cavoli cappucci bianchi o rossi da mercato, cavoli bianchi da crauti, cavoli verza, cavolfiori.
METODICHE DI COLTIVAZIONE: I cavoli cappucci della Val di Gresta non hanno varietà autoctone, ma il materiale vegetale impiegato proviene sia da vecchie selezioni, sia da nuove varietà nazionali o estere, saggiate e provate per più anni in loco per verificarne l'adattabilità e la qualità.
I cavoli cappucci hanno durata del ciclo vegetativo molto variabile in funzione della tipologia del prodotto finale: da 60 a 140 giorni dal trapianto.
FRAMMENTI DI STORIA E CURIOSITÀ: La generalità degli autori concludono che il cavolo è originario dell'Europa, con una data di coltivazione antichissima, precedente addirittura alle invasioni arie, certo raccolto anche prima allo stato selvatico. Da qui deriva la grande notorietà presso l'antichità classica e la derivazione del nome comune e botanico (cavolo dal greco "kaulos" e dal latino "caulis";"brassica", già noto a Cicerone, Plinio e Plauto, dal celtico "bresic").
Fonte: Atlante de prodotti tradizionali Trentini, 2004 quarta edizione - Provincia Autonoma di Trento
ZONA DI PRODUZIONE: Val di Gresta nei Comuni di Ronzo Chienis, Mori, Isera e Villalagarina
DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO: I cavoli cappucci tradizionalmente ottenuti in Val di Gresta si differenziano dalle altre produzioni per la croccantezza, la dolcezza e la con-servabilità, esaltate dall'ambiente e dalle tecniche di coltivazione tradizionali.
Le tipologie sono diverse a seconda del periodo e della destinazione del prodotto: cavoli cappucci bianchi o rossi da mercato, cavoli bianchi da crauti, cavoli verza, cavolfiori.
METODICHE DI COLTIVAZIONE: I cavoli cappucci della Val di Gresta non hanno varietà autoctone, ma il materiale vegetale impiegato proviene sia da vecchie selezioni, sia da nuove varietà nazionali o estere, saggiate e provate per più anni in loco per verificarne l'adattabilità e la qualità.
I cavoli cappucci hanno durata del ciclo vegetativo molto variabile in funzione della tipologia del prodotto finale: da 60 a 140 giorni dal trapianto.
FRAMMENTI DI STORIA E CURIOSITÀ: La generalità degli autori concludono che il cavolo è originario dell'Europa, con una data di coltivazione antichissima, precedente addirittura alle invasioni arie, certo raccolto anche prima allo stato selvatico. Da qui deriva la grande notorietà presso l'antichità classica e la derivazione del nome comune e botanico (cavolo dal greco "kaulos" e dal latino "caulis";"brassica", già noto a Cicerone, Plinio e Plauto, dal celtico "bresic").
Fonte: Atlante de prodotti tradizionali Trentini, 2004 quarta edizione - Provincia Autonoma di Trento