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Sìsam
ZONA DI PRODUZIONE: Nago-Torbole, Riva del Garda
DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO: Pesce aromatizzato da consumarsi crudo come antipasto o pietanza.
METODICHE DI LAVORAZIONE E CONSERVAZIONE: Per la produzione del Sìsam viene utilizzata l'alborella o "aola" del lago di Garda. Per quanto riguarda l'elaborazione di questo piatto, rimandiamo alla ricetta pubblicata sotto.
MATERIE PRIME E ATTREZZATURE UTILIZZATE PER LA PREPARAZIONE: Per la produzione di questo ricercato prodotto vengono utilizzate, come già detto, le "aole" pescate nel lago di Garda durante il periodo della frega - dalla fine del mese di maggio a metà giugno - in quanto, nel periodo successivo, le carni diventano amare a causa della particolare alimentazione di questo pesce che avviene per lo più a base di vegetali. Gli ingredienti principali, oltre alle alborelle, sono: cipolle, olio d'oliva del Garda, aceto, alloro e spezie.
FRAMMENTI DI STORIA E CURIOSITÀ: Vecchio metodo di conservazione del pesce in uso nei paesi sulle rive trentine del lago di Garda, che si rifà a piatti come le "sarde en saor" di origine veneziana. "El Sìsam" viene nominato in un libro di monsi-gnor Nascimbeni del 1932. Oggi questa preparazione è una vera rarità; viene prodotta solo da pochi pescatori del Garda Trentino.
Sìsam
Ingredienti: 1000 gr di alborelle o "aole", 500 gr di cipolle a julienne, 0,2 l di olio d'oliva del garda, 0,5 l di aceto di vino, 4 foglie di alloro, sale, pepe.
Le alborelle, private delle interiora, delle lische e della testa, vanno fritto e quindi disposte in un recipiente di vetro, in strati alternati con un composto costituito da cipolla, precedentemente brasata in olio d'oliva, sale, pepe e aceto. La disposizione del pesce nel recipiente di vetro deve avvenire in modo tale che non ci siano delle bolle d'aria tra i vari strati. Ultimata la disposizione, il tutto va coperto con olio d'oliva del Garda. Il prodotto è pronto per il consumo dopo una settimana. Va conservato in locali freschi e con poca luce; si conserva inalterato anche per molti mesi (circa sei), a contenitore aperto, invece, deve essere consumato entro due mesi, purché il pesce sia sempre coperto d'olio.
Fonte: Atlante de prodotti tradizionali Trentini, 2004 quarta edizione - Provincia Autonoma di Trento
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