Composta di marroni
Frutta e Conserve (Confetture)
Lazio
Lazio
Composta di marroni - Prodotto tipico della Regione Lazio - Categoria Frutta e Conserve - (Confetture)
Materia prima: marroni.
Tecnologia di lavorazione: dopo aver tolto la prima buccia ai marroni, si sbollentano in acqua tanto quanto basta per togliere agevolmente la pellicola. Si rimettono sul fuoco con acqua a cui si aggiunge un pizzico di sale, qualche foglia di alloro e dei semi di finocchio. Si fa cuocere quanto basta per ottenere una purea morbida, dopo aver aggiunto lo zucchero e la vaniglia.
Maturazione:
Area di produzione: tutto il Piemonte, Appennino.
Calendario di produzione: autunno.
Note: in tutto il Piemonte la castagna viene consumata il giorno dei morti. Un tempo, quando tradizione e magia si intrecciavano poeticamente, si lasciava un grande piatto in cucina perché le anime dei defunti potessero servirsene. Cibo consumato anche dalle donne romane durante i riti di Cibele e Cerere(in sostituzione dei cereali proibiti durante il rito),il castagno deve la sua diffusione nell'Italia del nord e nell'Europa centrale proprio ai romani mentre il miglioramento della coltura nel Medioevo lo dobbiamo ai frati benedettini e camaldolesi che ne fecero una pianta fondamentale per l'economia delle zone alto collinari e montane. La sua importanza viene meno solo intorno agli anni '50, anni del grande esodo: coincidente - circostanza davvero singolare - con la diffusione del cancro corticale.
Materia prima: marroni.
Tecnologia di lavorazione: dopo aver tolto la prima buccia ai marroni, si sbollentano in acqua tanto quanto basta per togliere agevolmente la pellicola. Si rimettono sul fuoco con acqua a cui si aggiunge un pizzico di sale, qualche foglia di alloro e dei semi di finocchio. Si fa cuocere quanto basta per ottenere una purea morbida, dopo aver aggiunto lo zucchero e la vaniglia.
Maturazione:
Area di produzione: tutto il Piemonte, Appennino.
Calendario di produzione: autunno.
Note: in tutto il Piemonte la castagna viene consumata il giorno dei morti. Un tempo, quando tradizione e magia si intrecciavano poeticamente, si lasciava un grande piatto in cucina perché le anime dei defunti potessero servirsene. Cibo consumato anche dalle donne romane durante i riti di Cibele e Cerere(in sostituzione dei cereali proibiti durante il rito),il castagno deve la sua diffusione nell'Italia del nord e nell'Europa centrale proprio ai romani mentre il miglioramento della coltura nel Medioevo lo dobbiamo ai frati benedettini e camaldolesi che ne fecero una pianta fondamentale per l'economia delle zone alto collinari e montane. La sua importanza viene meno solo intorno agli anni '50, anni del grande esodo: coincidente - circostanza davvero singolare - con la diffusione del cancro corticale.