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Torta di riso e porri
zona di produzione: Val Bormida
curiosità: Nel Rinascimento era diffusa la torta mantovana: tra due sfoglie ripieno di verdure o carne. Già nel Medioevo c'erano torte scoperte di verdure: cipolle, porri, nate come intelligente piatto unico poco costoso e pratico da mangiare. Il porro, con i suoi colori bianco e verde già emblema degli antichi Celti, fu scelto come simbolo del Galles. La sua origine è ignota, sappiamo però che i Romani conoscevano un porro perenne ma non abbiamo notizie precise per dire se sia lo stesso che consumiamo oggi. Diffuso in tutta Europa, è apprezzato soprattutto in Scozia, in Inghilterra ed in Francia già dall'epoca medioevale quando era sinonimo di cibo povero ed equiparato alla cipolla, anche se più delicato, non solo nell'arte culinaria ma nella più fantasiosa arte della narrativa. La possiamo considerare una sorta di cipolla senza bulbo, verdi le sue foglie, bianca la sua porzione inferiore, grazie alla tecnica di coltivazione del rincalzo. La parte commestibile è quella bianca in quanto più tenera. Preziose sono le sue proprietà diuretiche e post-sbronza.
caratteristiche: Torta salata di riso, nella sua sfoglia racchiude un ripieno insaporito dal porro e dalle delicate note della zucca.
preparazione: Ingredienti per la pasta: 400 g di farina, un pizzico di sale, mezzo bicchiere di olio di oliva, mezzo bicchiere di vino bianco, mezzo bicchiere di acqua, 20 g di burro. Per il ripieno: 200 g di riso, un porro, 300 g di zucca, 300 g di bietole, 200 g di formaggio grana e pecorino, 4 uova, prezzemolo. Preparazione: cuocere il riso in abbondante acqua salata e scolare. Preparare un soffritto con il porro, aggiungere la zucca tagliata a julienne e un po' d'acqua e far cuocere per circa 30 minuti. Unire le bietole lessate e tritate, il prezzemolo e il riso e cuocere per altri cinque minuti. A cottura ultimata unire al composto il formaggio grattuggiato e le uova. Stendere la pasta precedentemente preparata in una teglia, farcire con il composto, spennelare con un tuorlo la superficie e infornare per circa mezz'ora a 180°.
Fonte: La vetrina di Agriligurianet.it - Regione Liguria 2005
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