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Micotti
zona di produzione: Valle Sturla
curiosità: Furono i Benedettini a bonificare le terre del torrente Sturla, creando terre coltivabili, limitate dalle foreste di querce e di castagni. La cucina locale dipendeva totalmente da quello che la terra produceva ed anche se l'agricoltura era scarsa non mancavano patate e mais, seppur i loro quantitativi soddisfacevano a malapena il consumo familiare. Le patate unite alla farina di mais, meno pregiata di quella di grano tenero, al lardo e a pochi altri ingredienti, semplici ma sostanziosi, davano origine ai micotti. Ancora oggi in zona c'è chi ha la volontà di riproporre questo piatto, da cuocere sotto il testo nell'essiccatoio delle castagne, tenendo fede alla più pura tradizione. Facciamo notare che così come nella cucina delle zone montane anche in quella della Liguria dell'entroterra sono presenti grassi animali come il lardo ed il burro che sostituiscono l'olio, onnipresente sulla costa e nelle zone appena retrostanti.
caratteristiche: Le patate, unite alla farina di mais, al lardo e a pochi altri ingredienti, danno origine ai micotti, semplice ma sostanziosa pietanza dalla singolare forma a panettoncino e dal colore dorato. La ricetta tradizionale vuole che queste antesignane crocchette siano cotte sotto il testo posto nell'essiccatoio delle castagne.
preparazione: Ingredienti: Patate, farina di mais, lardo, burro, cipolle, aglio, prezzemolo, formaggio grattugiato. Preparazione: Fate bollire le patate, schiacciatele ancora calde e aggiungetevi la farina di mais. Intanto fate soffriggere il lardo con il burro, le cipolle, l'aglio ed il prezzemolo. Versate le patate e dopo qualche minuto togliete il tutto dal fuoco, insaporendo con il formaggio grattugiato. Formate quindi delle palline di impasto a forma di panettoncino. A questo punto procedete alla cottura sotto il testo, posto nell'essiccatoio delle castagne. Quest'ultimo viene fatto scaldare con fuoco a legna per circa 20-30 minuti. Si asportano le braci, si fa scivolare sul basamento di metallo l'alimento da cuocere, servendosi di un tagliere di legno e si chiude la campana, lasciando chiuso per il tempo necessario alla cottura, senza mai aprire. La cottura può essere svolta anche nel normale forno ma si penalizza il risultato.
Fonte: La vetrina di Agriligurianet.it - Regione Liguria 2005
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