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Corzetti della Val Polcevera
zona di produzione: Val Polcevera
curiosità: "Teresinna fa i corzetti, falli boin e falli netti". (Teresina va a fare i corzetti falli buoni e falli belli) canta un'antica e nota filastrocca che non specifica se si tratti di quelli stampati del Levante o ad 8, tipici della Val Polcevera. Questa pasta è frutto dell'abilità di mani sapienti e di una leggera pressione delle dita, da cui il detto: tiae co e dië (tirati con le dita), che sulla sfoglia dona a questo unico tipo di pasta la forma di una farfallina. Oggi, con meno fantasia ed abilità, si utilizza al posto delle dita una pressa con stampo speciale per sagomare l'impasto steso.
caratteristiche: Pasta fresca a forma di otto della lunghezza di cm 1. L'impasto utilizza farina di grano tenero.
preparazione: Ingredienti: 500 g di farina, 3 uova, sale, acqua tiepida. Lavorazione: formare un impasto unendo tutti gli ingredienti, lavorarlo sino a quando sarà sufficientemente elastico e sodo. Far riposare per almeno mezz'ora. Quindi staccare tanti piccoli pezzetti delle dimensioni di un cece, arrotolarli tra i palmi delle mani o direttamente sulla madia, allungarli leggermente e schiacciarli al centro creando dei piccoli 8. Lasciarli asciugare, cuocerli in abbondante acqua salata e condirli con sugo di carne o funghi. Nonostante le piccole dimensioni si consumano esclusivamente asciutti.
Fonte: La vetrina di Agriligurianet.it - Regione Liguria 2005
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