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UVA FRAGOLA DI BORGO D’ALE
CARATTERISTICHE DELLE VARIETA’ LOCALI DA SALVAGUARDARE, METODICHE DI COLTIVAZIONE E/O VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATE NEL TEMPO: L’uva fragola è un’uva da tavola che possiede un gusto dolciastro molto aromatico che si avvicina alla fragola o alla banana. Ne esistono due varietà: una con la buccia dell’acino bianca e l’altra con la buccia nera. Nella zona in oggetto, viene solo coltivata la varietà a buccia nera. L’uva fragola viene normalmente moltiplicata per talea, fatta dagli stessi produttori che ne curano la sanità e la rispondenza varietale. L’impianto è effettuato a file con distanze di 4x2 m ed è allevata a pergoletta. La concimazione è molto blanda se non addirittura assente; si ottengono buoni risultati solo con l’uso di letame. Non vengono fatte irrigazioni. L’uva fragola si distingue da tutte le altre uve da tavola per la rusticità; non vengono praticamente effettuati trattamenti antiparassitari. Essa incontra il gusto di parecchi consumatori dei mercati dell’area lombarda e della vicina Svizzera.
ZONA DI PRODUZIONE: L’area vocata per la coltura dell’uva fragola viene individuata nel territorio del comune di Borgo d’Ale e di alcuni comuni limitrofi, quali Alice Castello, Cigliano, Moncrivello e Maglione.
MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATE PER LA CONSERVAZIONE E/O L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: La raccolta viene effettuata manualmente; i frutti sono confezionati in cestini di circa 1 kg, commercializzati in breve tempo e consumati entro 60-72 ore.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: Il confezionamento del prodotto viene effettuato direttamente in campo o presso le aziende produttrici in locali a norma con le disposizioni di legge in materia igienico sanitaria degli alimenti.
DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE LA VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATA NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: L’uva fragola a Borgo d’Ale è coltivata da più di mezzo secolo. Inizialmente, è stata coltivata sulle capezzagne dei campi, poi, circa 35 anni orsono, alcuni agricoltori incominciarono a sfruttarne le capacità produttive, affinando le tecniche colturali.
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
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