Tartufo bianco (Tuber magnatum pico)
Funghi e Conserve (Tartufi)
Piemonte
Piemonte
Tartufo bianco (Tuber magnatum pico) - Prodotto tipico della Regione Piemonte - Categoria Funghi e Conserve - (Tartufi)
CONSOLIDATE NEL TEMPO: Il tartufo bianco ha il peridio liscio e la forma globosa, spesso molto appiattita ed irregolare. Il peridio è di colore giallo pallido o tendente all’ocra con chiazze rosso-brune. La gleba, percorsa
da venature bianche molto ramificate, ha un colore che varia dal latte al rosa intenso, con sfumature brune. Le spore sono di tipo reticolate-alveolate, ad alveoli grandi. E’ il più grande tra i tartufi: raggiunge le dimensione di una grossa mela e, ogni anno, si raccolgono pochi esemplari che superano, anche abbondantemente il chilogrammo.
In questi ultimi anni, la produzione del Tuber Magnatum Pico si è molto ridotta, anche se ciò non è dimostrabile statisticamente, a causa della mancanza di dati storici. Secondo i “trifolau”, negli ultimi 15 anni, vi è stato un calo della produzione dell’80%. Come ha evidenziato il Dott. Vizzini del CNR di Torino, i fattori che hanno determinato questo calo della produzione sono molteplici: fra questi ricordiamo il taglio indiscriminato delle piante simbionti, l’abbandono delle campagne, il compattamento del terreno dovuto a poca areazione, la raccolta indiscriminata, effettuata da cercatori improvvisati, le influenze delle piogge acide, la meccanizzazione dell’agricoltura, le particolari condizioni climatiche (temperature elevate e scarse precipitazioni), l’influenza degli inquinanti atmosferici.
ZONA DI PRODUZIONE: L’areale di produzione del Tuber Magnatum Pico in Piemonte è concentrato soprattutto nelle
INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: I tartufi Tuber Magnatum Pico possono essere commercializzati allo stato fresco o trasformati.
Per alcuni giorni, i tartufi freschi possono essere conservati utilizzando la seguente tecnica: ogni tartufo deve essere avvolto nella comune carta da pane e deposto, in un barattolo chiuso, nella parte meno fredda del frigo. La carta deve essere cambiata ogni giorno.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: Non esistono particolari locali di confezionamento o di conservazione.
VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Il tartufo era conosciuto dai tempi più antichi. La sua origine, nel passato fu attribuita a diverse cause: dalla decomposizione organica al calore, dal fango per germinazione spontanea all’impatto del fulmine con il suolo. Qualcuno pensava fosse un organo riproduttivo degli insetti e altri lo riportarono, addirittura, al regno minerale.
Gli incontri annuali in Piemonte dove è protagonista questo pregiato fungo sono:
Bibliografia:
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
CONSOLIDATE NEL TEMPO: Il tartufo bianco ha il peridio liscio e la forma globosa, spesso molto appiattita ed irregolare. Il peridio è di colore giallo pallido o tendente all’ocra con chiazze rosso-brune. La gleba, percorsa
da venature bianche molto ramificate, ha un colore che varia dal latte al rosa intenso, con sfumature brune. Le spore sono di tipo reticolate-alveolate, ad alveoli grandi. E’ il più grande tra i tartufi: raggiunge le dimensione di una grossa mela e, ogni anno, si raccolgono pochi esemplari che superano, anche abbondantemente il chilogrammo.
In questi ultimi anni, la produzione del Tuber Magnatum Pico si è molto ridotta, anche se ciò non è dimostrabile statisticamente, a causa della mancanza di dati storici. Secondo i “trifolau”, negli ultimi 15 anni, vi è stato un calo della produzione dell’80%. Come ha evidenziato il Dott. Vizzini del CNR di Torino, i fattori che hanno determinato questo calo della produzione sono molteplici: fra questi ricordiamo il taglio indiscriminato delle piante simbionti, l’abbandono delle campagne, il compattamento del terreno dovuto a poca areazione, la raccolta indiscriminata, effettuata da cercatori improvvisati, le influenze delle piogge acide, la meccanizzazione dell’agricoltura, le particolari condizioni climatiche (temperature elevate e scarse precipitazioni), l’influenza degli inquinanti atmosferici.
ZONA DI PRODUZIONE: L’areale di produzione del Tuber Magnatum Pico in Piemonte è concentrato soprattutto nelle
INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: I tartufi Tuber Magnatum Pico possono essere commercializzati allo stato fresco o trasformati.
Per alcuni giorni, i tartufi freschi possono essere conservati utilizzando la seguente tecnica: ogni tartufo deve essere avvolto nella comune carta da pane e deposto, in un barattolo chiuso, nella parte meno fredda del frigo. La carta deve essere cambiata ogni giorno.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: Non esistono particolari locali di confezionamento o di conservazione.
VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Il tartufo era conosciuto dai tempi più antichi. La sua origine, nel passato fu attribuita a diverse cause: dalla decomposizione organica al calore, dal fango per germinazione spontanea all’impatto del fulmine con il suolo. Qualcuno pensava fosse un organo riproduttivo degli insetti e altri lo riportarono, addirittura, al regno minerale.
Gli incontri annuali in Piemonte dove è protagonista questo pregiato fungo sono:
Bibliografia:
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002