AgriturismiUmbria.Net
Agriturismi, B&B e Case vacanza

Risi tradizionali della Valle del Po

Pasta e Cereali (Riso)
Piemonte

Risi tradizionali della Valle del Po - Prodotto tipico della Regione Piemonte - Categoria Pasta e Cereali - (Riso)

CONSOLIDATE NEL TEMPO: La globalizzazione dei mercati, in atto da qualche anno, investe particolarmente il settore risicolo: il riso infatti è uno degli alimenti più diffusi e consumati nel mondo. In questo contesto, il mercato del
In effetti, lungo un periodo di oltre cinque secoli, la coltivazione in Italia della sottospecie japonica del riso (Orhyza sativa), ha creato una serie di cultivar o varietà dalle caratteristiche particolarmente legate al clima e al territorio da un lato, alle cucine regionali dall’altro, con una svariatissima gamma di piatti che tutti testimoniano un peculiare modo di utilizzare il riso, facendone un alimento tipico italiano. A questo proposito, bisogna sottolineare due aspetti. Il primo è che, pur essendosi progressivamente ristretta la coltivazione del riso in Italia quasi esclusivamente alle regioni padane, il suo utilizzo in preparazioni culinarie si è esteso e si estende, con ricette regionali ormai considerate classiche, a tutte le nostre regioni, cosicché si può ben dire che esiste un “modo” italiano di consumare il riso. Il secondo è che nelle zone di produzione, nonostante la sempre maggior diffusione di altri “stili” alimentari (si pensi al recente arrivo della pizza e a quello meno recente della pasta di semola), il riso rimane alla base dell’alimentazione delle popolazioni di queste regioni. Non solo, ma la coltivazione del riso ha profondamente inciso sull’organizzazione del territorio e quindi sul paesaggio, ed è strettamente legata a fenomeni (per citarne uno solo: quello delle “mondine”) strettamente legati alla storia sociale e culturale di queste nostre regioni.
Il Consorzio di Tutela e Valorizzazione delle Varietà Tipiche del Riso Italiano e delle Sue Tradizioni, ha dunque individuato nell’ambito della produzione di riso di qualità nella pianura padana (valle del Po), sei varietà “storiche” tra quelle ancora diffusamente coltivate, che, per caratteristiche agronomiche, organolettiche e per tradizione di utilizzo in piatti e preparazioni tipiche delle cucine regionali italiane. Esse appartengono tutte alla subspecie Orhyza sativa japonica e sono: Arborio, Baldo, Balilla, Carnaroli, Sant’ Andrea, Vialone Nano. La necessità di salvaguardare le varietà storiche, cui tante nostre tradizioni sono legate, è evidenziata dal fatto che dal 1971, anno del loro massimo svilippo, quando rappresentavano il 57,86% della produzione nazionale di riso, si sono rapidamente ridotte al 31,36 % nel 1998.

Arborio:

Baldo:

Balilla:
Questa varietà è la più antica tra le varietà “storiche” ancora coltivate nella pianura del Po (essa è spesso, erroneamente chiamata anche “Originario”, varietà scomparsa e sostituita dal Balilla, molto simile). I primi dati che la concernono risalgono infatti al 1924, e già nel 1949 le risaie coltivate a Balilla occupavano una superficie di 2.749 ettari. Le sue specifiche caratteristiche organolettiche, particolarmente interessanti per l’industria di trasformazione, hanno fatto sì che, malgrado la sua produttività inferiore rispetto ad altri tipi di riso “tondo” (classificazione merceologica “comune” o “semifino”), se ne sia continuata la coltivazione su superfici che rimangono importanti: 25.111 ettari nel 1999.
Oltre all’impiego industriale (fiocchi di riso, riso soffiato, riso al latte), il Balilla in cucina è la varietà ideali per molti dolci tradizionali: torte, frittelle, budini. Tuttavia, quasi tutti i risotti e minestre di riso della tradizione popolare, dal Piemonte al Veneto, sono stati, per molti decenni, preparati con il Balilla: dalla “panissa” o “paniscia” al riso col nero di seppia, dal “riso e rane” ai “risi e bisi”.

Carnaroli:

S. Andrea:

Vialone Nano:

ZONA DI PRODUZIONE: La coltivazionezione, la lavorazione e il confezionamento delle sei varietà di Riso del Po, (Arborio, Baldo, Balilla, Carnaroli e S. Andrea, Vialone Nano) avvengono nell’area geografica della valle di questo fiume, che comprende le regioni Piemonte, Lombardia, Emilia e Veneto.
Queste zone, in ordine di importanza per ciascuna varietà sono:
· per il Baldo: le province di Pavia, Ferrara, Vercelli, Milano, Rovigo ed Alessandria
· per il Balilla: le province di Pavia, Novara, Vercelli e Milano
· per il Carnaroli: le province di Pavia, Vercelli, Ferrara, Verona e Novara
· per il S. Andrea: le province di Vercelli, Novara e Pavia
· per il Vialone Nano: le province di Pavia, Verona, Mantova, Milano, Vercelli, Ferrara e Alessandria.

INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: I materiali e le attrezzature utilizzate per la preparazione delle sei varietà di riso del Po sono in regola con le attuali disposizioni di legge.

DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: I locali per la lavorazione delle sei varietà sono realizzati secondo le norme igenico-sanitarie vigenti.

DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE LA VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATA NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: L’introduzione del riso in pianura padana risale alla seconda metà del XV secolo. Nel corso di oltre cinquecento anni la coltivazione di questo cereale è diventata una delle principali attività agricole dell’intera zona e quella che più profondamente ne ha modificato paesaggio, insediamenti umani, organizzazione del territorio, cultura, stili di vita e abitudini alimentari. Se tradizionalmente si dice che gli italiani del sud sono mangiatori di pasta e quelli di Alpi e Prealpi mangiatori di polenta, quelli che abitano la piana del Po mangiano prevalentemente riso.

FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002



Preferiti in Piemonte: