Porro di Cervere
Ortaggi e Conserve (Vegetali freschi)
Piemonte
Piemonte
Porro di Cervere - Prodotto tipico della Regione Piemonte - Categoria Ortaggi e Conserve - (Vegetali freschi)
CONSOLIDATE NEL TEMPO: Il Porro è una pianta erbacea biennale, appartenente alla famiglia delle liliacee. Il fusto vero e proprio della pianta è ridotto semplicemente ad un disco che, nella parte inferiore, sviluppa un abbondante apparato radicale di forma fascicolata e, nella parte superiore, sviluppa delle lunghe foglie di forma lineare-lanceolata. Nella parte basale, le foglie sono alternate, sovrapposte, inguainate e formano il cosiddetto bulbo o “falso fusto”. La lunghezza del falso fusto o bulbo è strettamente legata alle caratteristiche di coltivazione. La parte più pregiata del Porro è quella bianca che risulta anche la più tenera. La fioritura si verifica nel secondo anno di vegetazione.
ZONA DI PRODUZIONE: La zona di produzione tipica di questo prodotto è il comune di Cervere.
INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Il porro raccolto in autunno può essere facilmente conservato durante il periodo invernale se mantenuto al riparato dal freddo, in un ambiente buio e chiuso, oppure legato a mazzi e coperto con uno strato di 15 - 20 cm di sabbia fresca sotto serra, oppure dentro fosse all’aperto protette da uno strato di foglie secche o di paglia. Chi non dispone di orto o giardino può conservare i porri in un contenitore chiuso, in modo che il prodotto non sia esposto alla luce (ad esempio un sacco nero), anche all’esterno sul balcone di casa.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: I locali dove vengono effettuate le operazioni di conservazione e confezionamento rispettano le attuali normative riguardanti l’igiene degli alimenti.
VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Di questa specie non si è riusciti ad identificare la forma selvatica e, di conseguenza, non si hanno notizie certe sulla zona di origine. Da alcuni studiosi è stata ipotizzata un’origine celtica, risalente a 3.000 anni a.C. Il Porro era noto e coltivato nell’antico Egitto, già 2.000 anni prima di Cristo; da come raccontano i geroglifici delle piramidi, il Porro era consumato dagli schiavi addetti alla edificazione delle ciclopiche costruzioni. Attraverso i secoli, la coltivazione del porro passa dalla valle del Nilo all’area greco-romana. Diversi autori antichi citano questa pianta che viene ampiamente descritta da Plinio come “porrum” dei Romani.
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
CONSOLIDATE NEL TEMPO: Il Porro è una pianta erbacea biennale, appartenente alla famiglia delle liliacee. Il fusto vero e proprio della pianta è ridotto semplicemente ad un disco che, nella parte inferiore, sviluppa un abbondante apparato radicale di forma fascicolata e, nella parte superiore, sviluppa delle lunghe foglie di forma lineare-lanceolata. Nella parte basale, le foglie sono alternate, sovrapposte, inguainate e formano il cosiddetto bulbo o “falso fusto”. La lunghezza del falso fusto o bulbo è strettamente legata alle caratteristiche di coltivazione. La parte più pregiata del Porro è quella bianca che risulta anche la più tenera. La fioritura si verifica nel secondo anno di vegetazione.
ZONA DI PRODUZIONE: La zona di produzione tipica di questo prodotto è il comune di Cervere.
INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Il porro raccolto in autunno può essere facilmente conservato durante il periodo invernale se mantenuto al riparato dal freddo, in un ambiente buio e chiuso, oppure legato a mazzi e coperto con uno strato di 15 - 20 cm di sabbia fresca sotto serra, oppure dentro fosse all’aperto protette da uno strato di foglie secche o di paglia. Chi non dispone di orto o giardino può conservare i porri in un contenitore chiuso, in modo che il prodotto non sia esposto alla luce (ad esempio un sacco nero), anche all’esterno sul balcone di casa.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: I locali dove vengono effettuate le operazioni di conservazione e confezionamento rispettano le attuali normative riguardanti l’igiene degli alimenti.
VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Di questa specie non si è riusciti ad identificare la forma selvatica e, di conseguenza, non si hanno notizie certe sulla zona di origine. Da alcuni studiosi è stata ipotizzata un’origine celtica, risalente a 3.000 anni a.C. Il Porro era noto e coltivato nell’antico Egitto, già 2.000 anni prima di Cristo; da come raccontano i geroglifici delle piramidi, il Porro era consumato dagli schiavi addetti alla edificazione delle ciclopiche costruzioni. Attraverso i secoli, la coltivazione del porro passa dalla valle del Nilo all’area greco-romana. Diversi autori antichi citano questa pianta che viene ampiamente descritta da Plinio come “porrum” dei Romani.
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002