Peperone quadrato d'Asti
Ortaggi e Conserve (Vegetali freschi)
Piemonte
Piemonte
Peperone quadrato d'Asti - Prodotto tipico della Regione Piemonte - Categoria Ortaggi e Conserve - (Vegetali freschi)
CONSOLIDATE NEL TEMPO: Il peperone è una pianta a portamento eretto, con un’altezza del fusto che va da 40 a 90 cm e con ramificazioni divaricate fin dalla base. Il frutto è una bacca carnosa, dapprima verde e, poi a maturazione, gialla o rossa, di forma molto diversa a seconda della cultivar. La raccolta, fortemente scalare e difficilmente meccanizzabile, avviene a livelli di maturazione diversi a seconda della destinazione del prodotto: per la trasformazione in sottaceti, il peperone viene raccolto ancora verde mentre, per l’inscatolamento e per il consumo fresco, il frutto viene staccato all’inizio della colorazione rossa o gialla.
ZONA DI PRODUZIONE: L’areale di produzione del peperone quadrato d’Asti comprende Asti e tutti i comuni della
INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Dopo la raccolta, occorre effettuare una cernita del prodotto, eliminando i peperoni bucati dalla piralide o affetti da marciumi e vanno adottati tutti gli accorgimenti utili a preservare l’integrità e
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: La cernita ed il confezionamento in cassette avvengono nei magazzini aziendali, tenendo presente tutte le norme che permettono di preservare il prodotto da qualsiasi inquinamento esterno.
VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Negli orti della piana alluvionale del Tanaro, in particolare nella zona di Motta di Costigliole e Isola d’Asti, il peperone è stato per decenni una coltivazione privilegiata. Al riguardo, si è trovata documentazione relativa a un “concorso a premi per la razionale coltivazione degli orti nel circondario di Asti” del 1914, bandito per iniziativa della Società Orticola Astigiana in cui viene evidenziata la produzione di peperoni da parte di numerosi agricoltori della zona.
Ancora negli anni sessanta-settanta, partivano, nel periodo di produzione, numerosi camion verso i mercati di Torino e Milano. A quei tempi, i coltivatori di peperone erano numerosi e la coltura era redditizia tanto che, ogni anno, si producevano ingenti quantità di peperoni quadrati. Oggi, alla mostra che continua a tenersi a luglio ed agosto a Motta, si presentano non più di una decina di produttori, che garantiscono appena la sopravvivenza della varietà. Le ragioni della crisi sono le solite: sul mercato ci sono, tutto l’anno, prodotti di serra che costano la metà, belli a vedersi e
infinitamente meno buoni, ma sono in pochi ad accorgersene, visto che per l’educazione del gusto dei consumatori e delle giovani generazioni si fa poco o nulla. A ciò si aggiungono le difficoltà di distribuzione incontrate dalle piccole aziende nel commercio ormai globalizzato: in queste condizioni la coltura del peperone, da sempre difficile e delicata, diventa costosa e poco redditizia.
Bibliografia:
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
CONSOLIDATE NEL TEMPO: Il peperone è una pianta a portamento eretto, con un’altezza del fusto che va da 40 a 90 cm e con ramificazioni divaricate fin dalla base. Il frutto è una bacca carnosa, dapprima verde e, poi a maturazione, gialla o rossa, di forma molto diversa a seconda della cultivar. La raccolta, fortemente scalare e difficilmente meccanizzabile, avviene a livelli di maturazione diversi a seconda della destinazione del prodotto: per la trasformazione in sottaceti, il peperone viene raccolto ancora verde mentre, per l’inscatolamento e per il consumo fresco, il frutto viene staccato all’inizio della colorazione rossa o gialla.
ZONA DI PRODUZIONE: L’areale di produzione del peperone quadrato d’Asti comprende Asti e tutti i comuni della
INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Dopo la raccolta, occorre effettuare una cernita del prodotto, eliminando i peperoni bucati dalla piralide o affetti da marciumi e vanno adottati tutti gli accorgimenti utili a preservare l’integrità e
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: La cernita ed il confezionamento in cassette avvengono nei magazzini aziendali, tenendo presente tutte le norme che permettono di preservare il prodotto da qualsiasi inquinamento esterno.
VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Negli orti della piana alluvionale del Tanaro, in particolare nella zona di Motta di Costigliole e Isola d’Asti, il peperone è stato per decenni una coltivazione privilegiata. Al riguardo, si è trovata documentazione relativa a un “concorso a premi per la razionale coltivazione degli orti nel circondario di Asti” del 1914, bandito per iniziativa della Società Orticola Astigiana in cui viene evidenziata la produzione di peperoni da parte di numerosi agricoltori della zona.
Ancora negli anni sessanta-settanta, partivano, nel periodo di produzione, numerosi camion verso i mercati di Torino e Milano. A quei tempi, i coltivatori di peperone erano numerosi e la coltura era redditizia tanto che, ogni anno, si producevano ingenti quantità di peperoni quadrati. Oggi, alla mostra che continua a tenersi a luglio ed agosto a Motta, si presentano non più di una decina di produttori, che garantiscono appena la sopravvivenza della varietà. Le ragioni della crisi sono le solite: sul mercato ci sono, tutto l’anno, prodotti di serra che costano la metà, belli a vedersi e
infinitamente meno buoni, ma sono in pochi ad accorgersene, visto che per l’educazione del gusto dei consumatori e delle giovani generazioni si fa poco o nulla. A ciò si aggiungono le difficoltà di distribuzione incontrate dalle piccole aziende nel commercio ormai globalizzato: in queste condizioni la coltura del peperone, da sempre difficile e delicata, diventa costosa e poco redditizia.
Bibliografia:
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002