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Piemonte - Ortaggi e Conserve - Vegetali freschi
PATATE DI CASTELNUOVO SCRIVIA

CARATTERISTICHE DELLE VARIETA’ LOCALI DA SALVAGUARDARE, METODICHE DI COLTIVAZIONE E/O VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE
CONSOLIDATE NEL TEMPO: La patata appartiene alla famiglia delle Solanaceae e alla specie Solanum tuberosum L.
L’aspetto della parte aerea della pianta è quello di un cespo ad uno o più fusti di altezza variabile, ingrossati ai nodi e di colore verde, talora con sfumature violacee. Le parti verdi della pianta contengono un alcaloide velenoso, la solanina, che compare anche nei tuberi a seguito di una lunga esposizione alla luce. Indice di maturità dei tuberi è il graduale ingiallimento della parte aerea e la buona aderenza della buccia alla polpa.
La raccolta può essere anticipata o per motivi di mercato (patata primaticcia) o per evitare attacchi tardivi di malattie da virus nel caso di produzione di patate da seme.
Poiché la coltura della patata ha buone capacità di adattamento alle diverse condizioni pedoclimatiche risulta presente in tutte le fasce altimetriche.
La maggior parte delle varietà coltivate in Italia sono di provenienza estera per cui, in Piemonte, non esistono cultivar locali come, invece, si verifica per numerosi altri ortaggi. In Piemonte, le province maggiormente interessate alla produzione di patate sono Alessandria, Torino e Cuneo. In particolare, la zona maggiormente interessata alla coltivazione è la pianura padana alessandrina che ha anche le rese unitarie più alte.

ZONA DI PRODUZIONE: Le zone della provincia di Alessandria che maggiormente si sono specializzate sono quelle del
castelnovese (Valle Scrivia) e del basso alessandrino Castellazzese, oltre a produzioni di nicchia nelle zone montane e pedemontane dell’Appennino e delle colline casalesi.

MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATE PER LA CONSERVAZIONE E/O L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO
INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Le patate destinate al consumo devono rimanere costantemente al buio, mentre, al contrario, quelle della semina si dispongono in cassette in locali molto luminosi dove i germogli si sviluppano vigorosi grazie all’inverdimento totale del tubero.
La parte di prodotto così conservata viene, successivamente, posta in vendita dopo l’inserimento in sacchetti di rete dai diversi pesi da 1 kg sino ai 10 o addirittura 25, per qualche fornitura precoce si inserisce il tubero in cassette di legno per non danneggiare la buccia non ancora ben consolidata.
Una frazione della produzione, sicuramente matura, viene comunque posta in vendita in sacchetti contemporaneamente alle fasi di scavatura e questa subisce gli stessi interventi di preparazione alla vendita del prodotto conservato.
Il confezionamento dei tuberi consiste nell’inserire una quantità ben definita in peso di patate in sacchetti di tessuto a rete plastificato o rafia a secondo del tipo di confezione che si va a preparare.
Le forme delle medesime confezioni variano a seconda del tipo di rete e del sistema di confezionamento che utilizza: dal sacchetto di rete semplice, al sacchetto di rete con fascia verticale od orizzontale, contenente le indicazioni date al consumatore per l’utilizzo e la corretta conservazione del prodotto.

DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: Il prodotto così raccolto va posto in contenitori possibilmente di legno (cassette o bins) o addirittura riversato in cumuli ventilati con tunnel aperti posti sotto il cumulo stesso.
Comunque i locali di ventilazione devono essere bui, arieggiati e ventilati, asciutti per impedire l’insorgere o il diffondersi di marciumi, muffe ed altri agenti fungini della conservazione.

DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE LA VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATA NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: La coltivazione della patata si fa risalire alla civiltà degli Incas e degli Aztechi. Introdotta in Europa nella seconda metà del sedicesimo secolo, fu, per decenni, considerata come pianta ornamentale.
Parmentier, farmacista francese, contribuì a far conoscere le proprietà nutritive della patata prima in Francia e poi in Europa, dopo aver conosciuto questo alimento durante la sua prigionia in Prussica, nel 1757. Compì, negli anni seguenti, studi e sperimentazioni sulla coltivazione dei tuberi con ottimi risultati, tali da sconfiggere la diffidenza di chi considerava la patata solo un alimento per gli animali.
La presenza e la coltivazione della patata nella bassa Valle Scrivia risalgono a tempi remoti ed è stata documentata da studi storici locali.

FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002

 

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