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LATTUGHINO DI MONCALIERI
CARATTERISTICHE DELLE VARIETA’ LOCALI DA SALVAGUARDARE, METODICHE DI COLTIVAZIONE E/O VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATE NEL TEMPO: Sotto il nome di Lattughino di Moncalieri sono raggruppate due tipologie di lattughe che si identificano sostanzialmente nella lattuga Parella e nella lattuga Zuccherina. Entrambe appartengono alla specie Lactuca sativa L., famiglia delle Asteracee o Composite, e sono piante erbacee annuali, formanti un grumolo centrale più o meno sviluppato di foglie tenerissime, intere e aderenti fra loro. La parte edule è rappresentata dalle foglie formanti un cespo più o meno aperto, di piccolo calibro, che vengono consumate di preferenza crude in insalata. La tipologia Parella rappresenta una selezione della varietà Lattuga Cappuccio, di colore verde scuro opaco, con foglie corte, bollose, disposte a rosetta. È una produzione tipicamente primaverile ed i cespi vengono raccolti ad uno stadio di sviluppo che raggiunge un diametro di circa 10- 12 cm ed un peso di poche decine di grammi (20-40 grammi). La lattuga Zuccherina rappresenta una selezione della varietà lattuga Romana, con foglie più lunghe, di colore verde chiaro lucente, lisce, disposte a rosetta più appressata. La produzione può interessare tutte le stagioni, sia in pieno campo sia in coltura protetta, ed i cespi sono raccolti ad uno stadio di sviluppo precoce, quando raggiungono il peso di poche decine di grammi (15-30 grammi). Entrambi i prodotti presentano caratteristiche di fragranza, croccantezza e freschezza. Il tipo Zuccherina, come ben sottolinea il nome, è decisamente più dolce al gusto e di consistenza più tenera. La semina avviene a spaglio, su terreno affinato e ben preparato sia in pieno campo che in tunnel, e generalmente non sono necessari grossi interventi di carattere fitoiatrico durante il ciclo colturale. L’origine della semente è commerciale ed i produttori si approvvigionano da rivenditori della zona che commercializzano materiale riprodotto o distribuito da ditte sementiere di rilevanza nazionale (Olter Sementi di Asti; Carrara F.lli di Parma).
ZONA DI PRODUZIONE: La zona di produzione tipica di questo ortaggio si identifica nei comuni della cintura sud-est di Torino (Moncalieri, Nichelino e comuni limitrofi), tradizionalmente vocati alla produzione di ortaggi per i mercati cittadini.
MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATE PER LA CONSERVAZIONE E/O L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Le piante vengono raccolte ad uno stadio di sviluppo precoce, prima che si formi la “testa”, mondate delle foglie danneggiate od ingiallite e riposte in cassette di legno o plastica per la commercializzazione; rappresentano un prodotto delicato e raffinato. I canali commerciali preferenziali sono rappresentati dalla vendita diretta presso le aziende produttrici oppure dalla vendita a dettaglianti; una piccola quota è destinata alla grande distribuzione sempre più interessata alla commercializzazione di prodotti locali e particolari.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: I locali per la conservazione, che comunque è di pochissimi giorni, sono costituiti da magazzini e/o celle frigorifere ove il prodotto viene collocato in attesa della vendita.
DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE LA VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATA NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Dalle testimonianze orali degli agricoltori locali, si è accertato che questo prodotto viene coltivato almeno dai primi anni del ‘900.
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
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