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Fragole di San Raffaele Cimena

Frutta e Conserve (Frutta fresca)
Piemonte

Fragole di San Raffaele Cimena - Prodotto tipico della Regione Piemonte - Categoria Frutta e Conserve - (Frutta fresca)

CARATTERISTICHE DELLE VARIETA’ LOCALI DA SALVAGUARDARE, METODICHE DI COLTIVAZIONE E/O VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATE NEL TEMPO: Le principali cultivar, prodotte e commercializzate in loco, hanno subito, nel corso degli anni, un continuo ricambio a seguito dell’introduzione di nuove varietà, derivanti dagli incroci con le preesistenti. Si sono ricercate cultivar sempre più resistenti alle avversità patogene e di migliore produttività e serbevolezza.

ZONA DI PRODUZIONE: La zona di produzione si concentra nella fertile pianura di San Raffaele Cimena, denominata “La Piana”.

MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATE PER LA CONSERVAZIONE E/O L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Il tipo di prodotto non richiede l’utilizzo di attrezzature o materiali specifici. La commercializzazione avviene utilizzando cassette nuove di cartone, di legno o di plastica, in grado di assicurare uno stato soddisfacente di igiene.

DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: La prima pulitura avviene, di norma, all’aperto, all’atto della raccolta; la successiva pulitura, la cernita ed il confezionamento avvengono in magazzini chiusi ove il prodotto viene collocato momentaneamente in attesa di essere commercializzato, in regola con le attuali normative riguardanti la sicurezza igienico sanitaria.

DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE LA VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATA NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Nella ultra millenaria storia di San Raffaele Cimena, l’agricoltura ha sempre rivestito un’importanza fondamentale come testimonia la Relazione del Sicco, datata 1753 la quale dice testualmente “(…) Li terrazzani accudiscono ai travagli dell’agricoltura ad esclusione di tre in quattro che sono soliti negoziare nella compra-vendita di vini”. All’epoca, vennero censite 395 giornate di vigna, 280 di campi e 250 di prati. Si evince, pertanto, che la coltivazione più diffusa era quella della vite, favorita

Bibliografia:

FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002



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