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Piemonte - Frutta e Conserve - Frutta fresca
CILIEGIE DI PECETTO

CARATTERISTICHE DELLE VARIETA’ LOCALI DA SALVAGUARDARE, METODICHE DI COLTIVAZIONE E/O VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATE NEL TEMPO: Le Ciliegie di Pecetto sono frutti freschi delle specie:
· Prunus avium var. Juliana, a polpa tenera, in italiano ciliegie propriamente dette, in piemontese cirese o cerese;
· Prunus avium var. Duracina, a polpa consistente, in italiano duroni, in piemontese graffion.
Nelle colline del Torinese e del Chierese, per le peculiarità pedoclimatiche della zona, si sono diffuse vecchie varietà o cloni affermatisi localmente e coltivati secondo tecniche frutticole ecosostenibili o biologiche; i frutti vengono raccolti al giusto grado di maturazione, scelti e confezionati secondo la normativa in vigore e secondo le richieste del mercato.
In particolare, si sono affermate, negli anni, varietà caratteristiche per il sapore, il colore o la resistenza allo spacco. Le principali di esse sono:
· Vittona: ciliegia tenerina a frutto dolce, con buccia di colore scuro e polpa di scarsa consistenza che matura nella prima decade di giugno; essa è poco adatta alla conservazione;
· Galuciu: durone a frutto con buccia di colore rosso scuro e polpa consistente, che matura intorno alla metà di giugno; è pianta rustica e particolarmente adattata alla zona;
· Galucia: durone simile al precedente, ma più grosso e rotondo, con picciolo lungo e polpa croccante; matura contemporaneamente al Galuciu; è varietà tipica di Baldissero Torinese;
· Martini: ciliegia introdotta nella zona dal prof. Martini intorno al 1948 –50, di origine non ben definita, da alcuni indicata come sotto varietà della Vittona; ha frutto cuoriforme, appiattito da una parte, di colore rosso molto brillante, polpa croccante, sapore molto dolce; è resistente alla spaccatura, ma ha qualche difficoltà di allevamento;
· Graffione di Pecetto o Grafiun d’la Spirit o Graffione Bianco: durone bianco di ottima consistenza e, quindi, particolarmente adatto alla conservazione sotto spirito;
· Mollana: ciliegia resistente allo spacco, con picciolo lungo, polpa molle, non troppo dolce, molto produttiva;
· Vigevano: ciliegia di colore rosso vivace, molto apprezzata dal mercato; matura nella terza decade di maggio;
· Vittona della spiga: ciliegia a frutto cuoriforme, di sapore molto dolce, spacca molto facilmente e, per questo motivo, sempre meno coltivata.
Nel tradizionale modo di operare, le ciliegie, per ridurre al minimo le manipolazioni di un prodotto delicato come questo, vengono raccolte con lunghe scale di legno a pioli, attentamente, assicurando la totale presenza dei piccioli e operando già una prima scelta dei frutti.
I graffioni di Pecetto, coltivati nell’area e raccolti all’inizio della maturazione, sono particolarmente adatti alla conservazione sotto grappa o sotto spirito.

ZONA DI PRODUZIONE: La zona di produzione comprende Pecetto Torinese ed i comuni limitrofi.


MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATE PER LA CONSERVAZIONE E/O L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Il tipo di prodotto non richiede l’utilizzo di attrezzature e materiali specifici. Appena raccolte, le ciliegie si confezionano nelle tradizionali ceste di vimini (realizzate a base ovale con vimini scortecciati, contenenti circa 10 kg di prodotto) effettuando una seconda scelta. Le ceste così confezionate vengono conservate provvisoriamente all’ombra più intensa delle piante stesse e poi in freschi magazzini aziendali, per portarle alla sera al mercato.
Attualmente, negli impianti di ciliegi governati bassi, la raccolta avviene negli stessi modi, ma con carri raccolta e, ovviamente, da terra; quindi le ciliegie negli stacchi lavorativi giornalieri vengono portate nei magazzini aziendali e qui condizionate secondo le norme in vigore in cassette di cartone o di legno di 5-6 o anche 10 kg.

DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: Le Ciliegie di Pecetto vengono mantenute nello stesso magazzino o in frigo a 5-6 °C a seconda della opportunità e della disponibilità, fino al prelevamento per il mercato I locali di confezionamento e di conservazione sono in regola con le attuali disposizioni igienico-sanitarie.

DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE LA VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATA NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Pecetto è, per antonomasia, il paese delle ciliegie.
La coltivazione del ciliegio a Pecetto, già presente in modo sporadico e sparso, si è diffusa all’inizio del secolo in sostituzione, sia fisica, dei vigneti rovinati dalla peronospora, sia reddituale, per le famiglie degli agricoltori anche con l’introduzione .di nuove varietà (es. la Vittona dal sud della Francia). Nel 1917, con l’arrivo in piena produzione degli impianti e la contemporanea assenza dei giovani in guerra, fu aperto il Mercato delle Ciliegie, tuttora esistente (si veda la notizia data dal Sindaco ai Giovani al Fronte, la promozione fatta a Torino, nel 1922, e le foto del mercato in Piazza Roma di quegli anni). Una notevole espansione della coltivazione cerasicola si è poi avuta a seguito della distruzione dei vigneti da parte della filossera, comparsa nella collina Torinese nel 1925.
Il Mercato delle Ciliegie, ininterrottamente dalla sua origine, è un mercato stagionale, all’ingrosso. Le ciliegie vengono raccolte generalmente solo al mattino, scelte e confezionate nel pomeriggio, per essere vendute sul mercato serale (l’apertura attualmente è alle 18,30) ai dettaglianti di Torino e della provincia ed ai grossisti, per poi essere rivendute direttamente o indirettamente nel mattino seguente al consumatore nei negozi o nei mercati rionali. Il vecchio regolamento del Mercato vietava la vendita all’ingrosso al di fuori del mercato.
Una delle più antiche testimonianze della vocazione cerasicola di questa zona è rappresentata dal paliotto policromo della prima metà del Settecento, presente nella chiesa di Santa Maria della Neve, su cui sono rappresentate raffigurazioni ornamentali di ciliegie con uccelli nell’atto di beccarle. Ciò induce a pensare che i ciliegi fossero conosciuti e coltivati in questa zona fin dall’antichità.

FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002

 

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