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Ciliegie di Pecetto

Frutta (Frutta fresca)
Piemonte

Le Ciliegie di Pecetto appartengono alla specie Prunus avium, var. Juliana (a polpa tenera, in italiano “ciliegie”, in piemontese cirese o cerese) e var. Duracina (a polpa consistente, in italiano “duroni”, in piemontese grafion) e alla specie Prunus cerasus, ciliegie acide o agriotte (a polpa tenera, griòte in piemontese).

 

Territorio interessato alla produzione: Il versante meridionale della collina Torinese, con epicentro il comune e il Mercato delle Ciliegie di Pecetto To. e comprendente i comuni di Revigliasco (fraz. di Moncalieri), Pino To., Baldissero To., Pavarolo, Bardassano (fraz. di Gassino), Sciolze, Montaldo To., Andezeno, Marentino, Arignano e il territorio collinare (come definito dalla Regione Piemonte) di Trofarello, Moncalieri, Cambiano e Chieri.

 

Cenni storici e curiosità
La coltivazione del ciliegio è stata introdotta nella Collina Torinese presumibilmente dai Romani nella loro colonia di Carrerum Potentia (Chieri). Secondo storici locali, i Savoia regnanti a Torino e gli eremiti Camaldolesi dell’Eremo nei secoli XVII e XVIII contribuirono a diffonderlo nella zona di Pecetto. I primi utilizzavano le ciliegie come richiamo per gli uccelli per le loro battute di caccia, mentre gli eremiti le introdussero nell’arte culinaria del tempo per preparare confetture, liquori (ratafià) e decotti con le foglie. Nel secolo XIX la coltivazione del ciliegio era una produzione secondaria, ma importante per l’economia famigliare agricola nei comuni collinari prossimi alla città di Torino. Le ciliegie avevano posto assieme a uova, animali di bassa corte, ortaggi e altra frutta nelle ceste – cavagne – che le massaie portavano in spalla al mercato di Torino oppure erano vendute ai negozianti che si ritrovavano al pomeriggio nella via Maestra di Pecetto all’ombra del bastione della Chiesa dei Battù.




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