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CASTAGNE DELLE VALLI DI LANZO

CARATTERISTICHE DELLE VARIETA’ LOCALI DA SALVAGUARDARE, METODICHE DI COLTIVAZIONE E/O VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE
CONSOLIDATE NEL TEMPO: Sul territorio delle Valli di Lanzo, sono presenti dei castagneti appartenenti a vecchie varietà locali ancora coltivate e commercializzate. Tra queste, si segnalano, in ordine di importanza e diffusione:
Tempurive, Spinacorta, Qua, Spinalunga, Viri, Viri Tardivo e Riundette.
Il prodotto, presente nel territorio delle Valli di Lanzo, rientra commercialmente nella categoria delle castagne, non avendo produzioni di varietà classificabili come marroni.
Sono castagne di media pezzatura, alcune anche piccole, appartenenti a cultivar che si perdono nel tempo non avendo riscontri sulla loro provenienza, in quanto coltura di montagna secolare.
Non vengono impiegati macchinari per la raccolta, che è fatta a mano, raccogliendo i ricci con un rastrello di legno ed utilizzando anche una lunga pinza di ferro. Si lasciano in ricciaia per alcuni giorni, in attesa che il riccio inizi a seccare e si possano estrarre le castagne più agevolmente.
Nel 1987, venne affidata all’IPLA di Torino, su incarico dell’Assessorato Agricoltura della Regione Piemonte, una ricerca inerente il castagno da frutto che prevedeva l’individuazione e la descrizione delle varietà esistenti e coltivate sul territorio regionale.
Il lavoro ha interessato anche la Comunità Montana Valli di Lanzo e sono state individuate sei cultivar locali: Viri, Viri Tardivo, Qua, Spinacorta, Tempurive e Riundette.

ZONA DI PRODUZIONE: I castagneti nelle Valli di Lanzo vegetano, normalmente, in una fascia altimetrica compresa tra i 500 e i 900 m (orizzonte sub-montano) coincidente con i comuni di media e bassa valle, spingendosi fino ai 1.000 metri di quota e, in alcuni casi sporadici, anche oltre.

MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATE PER LA CONSERVAZIONE E/O L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO
INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Le castagne non subiscono alcun trattamento di conservazione.
Per il tipo di prodotto descritto, non si segnalano particolari attrezzature e materiali impiegati. Il prodotto viene venduto sfuso, per lo più in cassette di legno o sacchi di iuta; non vi sono aziende che vendono il prodotto con un marchio commerciale.

DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: I locali per la conservazione sono costituiti da magazzini e/o cantine in regola con le attuali normative riguardanti l’igiene degli alimenti, ove il prodotto viene collocato in attesa del consumo o dell’eventuale vendita.

DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE LA VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATA NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI
VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Coltura antica, considerata un tempo “il pane dei poveri”, ha rappresentato, nel passato e in tutte le aree montane, una risorsa molto importante dalla quale si utilizzava il frutto, il legname e anche le foglie, impiegate come strame per gli animali.
Il progressivo spopolamento delle montagne, il modificarsi delle condizioni e del sistema di vita e, non ultimo, i gravi attacchi fungini hanno ridotto, nel tempo, drasticamente l’importanza della coltura.
La raccolta delle castagne è stata per molti anni limitata al solo consumo familiare. Solamente nell’ultimo decennio, il prodotto sta riavendo un certo interesse di mercato. Infatti, vi è una notevole richiesta di prodotto da parte di privati, commercianti locali ma, molte volte, la vendita avviene anche al di fuori del territorio delle Valli di Lanzo.
Il consumo di questo prodotto è così passato da cibo povero di un tempo a frutto prelibato che richiama alla memoria la tradizione contadina delle nostri valli, da consumarsi in occasioni particolari.
La vitalità del settore è dimostrata anche da una sagra della castagna che si svolge ormai, da 17 anni in comune di Corio, a cura dell’Associazione “la Ciuenda” e che vede l’afflusso di un numeroso pubblico.

Bibliografia:
· AA.VV., Miscellanea di studi storici sulle Valli di Lanzo in memoria di Giovanni Donna d’Oldenico, Società Storica delle Valli di Lanzo T.se, 1996.
· Boacini, Chiej Gamacchio, Tommasina, Voglino, Comizio Agrario del circondario di Torino. Inchiesta economico agraria sui paesi montuosi del circondario di Torino, apparso a puntate sul periodico Economia rurale, Torino, anno 1910.

FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002

 

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