Castagne delle valli cuneesi
Frutta e Conserve (Frutta secca)
Piemonte
Piemonte
Castagne delle valli cuneesi - Prodotto tipico della Regione Piemonte - Categoria Frutta e Conserve - (Frutta secca)
CONSOLIDATE NEL TEMPO: Il frutto delle “Castagne delle Valli Cuneesi” deriva dalle seguenti varietà locali: Ciapastra, Tempuriva, Bracalla, Contessa, Pugnante, Sarvai d’Oca, Sarvai di Gurg, Sarvaschina, Siria, Rubiera, Marrubia, Gentile, Verdessa, Castagna della Madonna, Frattona, Gabbiana, Rossastra, Crou, Garrone Rosso, Garrone Nero, Marrone di Chiusa Pesio.
Il metodo tradizionale di preparazione delle castagne secche consta di due fasi: l’essiccazione e la sbucciatura (pelatura o sgusciatura).
Terminata la fase dell’essiccazione, le castagne secche vengono sottoposte alla sbucciatura cioè all’eliminazione dell’epicarpo. In passato, questa operazione veniva effettuata utilizzando diverse tecniche: le castagne secche, ad esempio, venivano “battute” all’interno di un sacco contro un ceppo o per terra oppure si “pestavano” con apposite calzature dalla suola munita di punte di legno o con cilindri di legno dotati di punte e di un manico. Negli ultimi anni, si procede alla sbucciatura meccanica.
ZONA DI PRODUZIONE: La zona di produzione delle “Castagne delle Valli Cuneesi” comprende tutti i comuni montani della
INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: La commercializzazione delle “Castagne delle Valli Cuneesi”, allo stato fresco, può avvenire utilizzando diverse confezioni, in rapporto al tipo di acquirente in sacchi di plastica traforati o in sacchi di juta. Dette confezioni devono essere chiuse e sigillate in modo tale che il contenuto non possa essere estratto senza la rottura del sigillo.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: I locali dove vengono effettuate le operazioni di conservazione o di trasformazione rispettano le attuali normative riguardanti l’igiene degli alimenti.
DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE LA VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATA NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: I primi riferimenti alla coltura del castagno nella provincia di Cuneo risalgono verso la fine del XII secolo e l’inizio del XIII. A partire dal XIV secolo i documenti si fanno sempre più precisi e numerosi sono i riferimenti negli statuti comunali di castagneti tutelati.
La coltura del castagno si è sviluppata fino ai primi decenni del XX secolo: agli inizi del ‘900 si producevano in Piemonte 550.000 quintali di castagne di cui 350.000 in provincia di Cuneo. Dal dopoguerra fino agli anni ’70, si è assistito ad una sensibile riduzione della produzione di castagne dovuta principalmente all’esodo della popolazione delle vallate alpine e collinari verso le grandi città o all’estero. La produzione annua negli anni ’70 si era attestata, in Piemonte, intorno ai 100.000 quintali, di cui 65.000 in Provincia di Cuneo.
La tradizionalità del prodotto in oggetto può essere avvalorata dalla seguente documentazione storica:
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
CONSOLIDATE NEL TEMPO: Il frutto delle “Castagne delle Valli Cuneesi” deriva dalle seguenti varietà locali: Ciapastra, Tempuriva, Bracalla, Contessa, Pugnante, Sarvai d’Oca, Sarvai di Gurg, Sarvaschina, Siria, Rubiera, Marrubia, Gentile, Verdessa, Castagna della Madonna, Frattona, Gabbiana, Rossastra, Crou, Garrone Rosso, Garrone Nero, Marrone di Chiusa Pesio.
Il metodo tradizionale di preparazione delle castagne secche consta di due fasi: l’essiccazione e la sbucciatura (pelatura o sgusciatura).
Terminata la fase dell’essiccazione, le castagne secche vengono sottoposte alla sbucciatura cioè all’eliminazione dell’epicarpo. In passato, questa operazione veniva effettuata utilizzando diverse tecniche: le castagne secche, ad esempio, venivano “battute” all’interno di un sacco contro un ceppo o per terra oppure si “pestavano” con apposite calzature dalla suola munita di punte di legno o con cilindri di legno dotati di punte e di un manico. Negli ultimi anni, si procede alla sbucciatura meccanica.
ZONA DI PRODUZIONE: La zona di produzione delle “Castagne delle Valli Cuneesi” comprende tutti i comuni montani della
INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: La commercializzazione delle “Castagne delle Valli Cuneesi”, allo stato fresco, può avvenire utilizzando diverse confezioni, in rapporto al tipo di acquirente in sacchi di plastica traforati o in sacchi di juta. Dette confezioni devono essere chiuse e sigillate in modo tale che il contenuto non possa essere estratto senza la rottura del sigillo.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: I locali dove vengono effettuate le operazioni di conservazione o di trasformazione rispettano le attuali normative riguardanti l’igiene degli alimenti.
DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE LA VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATA NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: I primi riferimenti alla coltura del castagno nella provincia di Cuneo risalgono verso la fine del XII secolo e l’inizio del XIII. A partire dal XIV secolo i documenti si fanno sempre più precisi e numerosi sono i riferimenti negli statuti comunali di castagneti tutelati.
La coltura del castagno si è sviluppata fino ai primi decenni del XX secolo: agli inizi del ‘900 si producevano in Piemonte 550.000 quintali di castagne di cui 350.000 in provincia di Cuneo. Dal dopoguerra fino agli anni ’70, si è assistito ad una sensibile riduzione della produzione di castagne dovuta principalmente all’esodo della popolazione delle vallate alpine e collinari verso le grandi città o all’estero. La produzione annua negli anni ’70 si era attestata, in Piemonte, intorno ai 100.000 quintali, di cui 65.000 in Provincia di Cuneo.
La tradizionalità del prodotto in oggetto può essere avvalorata dalla seguente documentazione storica:
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002