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AMARENA DI TROFARELLO
CARATTERISTICHE DELLE VARIETA’ LOCALI DA SALVAGUARDARE, METODICHE DI COLTIVAZIONE E/O VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATE NEL TEMPO: Le Amarene di Trofarello sono frutti freschi della specie Prunus Cerasus, a polpa acidula tenera e trasparente; in italiano sono chiamate amarene e, in piemontese, “griote”. Nell’areale considerato sono per lo più diffuse vecchie varietà o cloni affermatisi localmente e coltivati secondo tecniche frutticole ecosostenibili o biologiche; le amarene vengono raccolte al giusto grado di maturazione, scelte e confezionate secondo la normativa in vigore e secondo le richieste del mercato. Tra le varietà affermatesi vi è Marisa o Amarena Barbero. Essa è una cultivar di ciliegio acido con caratteri intermedi tra l’amarena e la ciliegia dolce, con picciolo lungo, frutto più grosso della amarena, di scarsa consistenza, colore scuro e sapore dolce-acidulo, con lieve retrogusto amarognolo, resistente allo spacco. L’Amarena di Trofarello ha una maturazione ritardata rispetto alla ciliegia ed ai graffioni, infatti, la raccolta dei frutti dura fino alla metà di luglio. Un limite di questa varietà è dato dalla sua non elevata resistenza alle manipolazioni ed alla conservazione. Inoltre, da circa 5 anni, è soggetta ad attacchi precoci di Ragoletis cerasi.
ZONA DI PRODUZIONE: La zona di produzione è praticamente limitata ai comuni di Trofarello e di Moncalieri.
MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATE PER LA CONSERVAZIONE E/O L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Le Amarene, appena raccolte, si confezionano nelle tradizionali ceste di vimini (realizzate, a base ovale, con vimini scortecciati, contenenti circa 10 kg di prodotto). Le ceste così confezionate vengono conservate provvisoriamente all’ombra più intensa delle piante stesse e, poi, in freschi magazzini aziendali, per portarle, alla sera, al mercato. Attualmente, negli impianti governati bassi, la raccolta avviene negli stessi modi, ma con carri raccolta e ovviamente da terra ed in cassette; quindi, le amarene negli stacchi lavorativi giornalieri vengono portate nei magazzini aziendali e qui condizionate secondo le norme in vigore in cassette di cartone o di legno di 5-6 o anche 10 kg.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: Le amarene vengono mantenute nello stesso magazzino o in frigo a 5-6 °C a seconda della opportunità e della disponibilità, fino al prelevamento per il mercato. I locali per la conservazione, che è comunque limitata a pochi giorni, sono costituiti da magazzini e/o cantine, ove il prodotto viene collocato in attesa della vendita, in regola con le attuali disposizioni legislative riguardanti le sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti.
DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE LA VOCAZIONALITA’ TERRITORIALE CONSOLIDATA NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: La coltivazione della ciliegia e dell’amarena nelle coline del Torinese si è diffusa all’inizio del secolo in sostituzione, sia fisica dei vigneti rovinati dalla peronospora, sia reddituale per le famiglie degli agricoltori. Una notevole espansione della coltivazione ceresicola si è poi avuta a seguito della distruzione dei vigneti da parte della filossera, comparsa nella collina Torinese nel 1925. Mentre a Precetto, all’inizio del secolo, si sviluppava la coltivazione delle ciliegie dolci da tavola, a Trofarello si è mantenuta la prevalenza originaria della coltivazione delle amarene con un proprio mercato specializzato delle amarene, funzionante fino al 1989, la cui destinazione principale del prodotto era l’Emilia, Genova oltrechè alcune industrie locali. Le Amarene di Trofarello erano ricercate in tutta Italia e giungevano compratori anche da altre regioni per acquistare il prodotto. Secondo testimonianze orali degli attuali produttori, negli anni ’50-’65, circa 300 “ciresè” raccoglitori di ciliegie e amarene, provenienti dalle zone montane o dalle colline limitrofe) venivano a Trofarello nella stagione della raccolta e si fermavano per circa un mese o un mese e mezzo. Italo Eynard e Roberto Paglietta in “Indagine pomologica sulle cultivar di ciliegio della provincia di Torino” (Adunanza del 14 febbraio 1965), pubblicato negli Annali dell’Accademia di Agricoltura di Torino, scrivono che l’Amarena “si sta diffondendo in provincia di Torino, particolarmente nelle zone di Trofarello e Revigliasco ove costituisce circa l’80% dei nuovi impianti”, poiché “è cultivar molto produttiva e ricercata dall’industria conserviera”. Negli ultimi 20 anni, però, non risulta siano stati fatti nuovi impianti di amarene a Trofarello ed a Revigliasco, sicché questa coltura, se non interverranno convincenti politiche di sostegno, è destinata a contrarsi ulteriormente o, comunque, a rimanere limitata ai frutteti familiari.
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
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