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Aglio di Molino dei Torti

Ortaggi e Conserve (Vegetali freschi)
Piemonte

Aglio di Molino dei Torti - Prodotto tipico della Regione Piemonte - Categoria Ortaggi e Conserve - (Vegetali freschi)

CONSOLIDATE NEL TEMPO: L’aglio, nome italiano dell’Allium Sativum, erba della famiglia “Liliaceae”, si presenta come un bulbo prolifero con bulbilli (i cosiddetti “spicchi d’aglio”) avvolti dalle tuniche secche del bulbo che li ha
L’aglio predilige un terreno di medio impasto, ricco e ben lavorato; la concimazione deve essere ricca di sali di potassio e di azoto e deve essere seguita da accurato diserbo e da disinfezione dalla cosiddetta “mosca” che, verso maggio, imperversa su questa coltura falcidiandola: essa colpisce l’apparato fogliare fino a farlo seccare completamente, con conseguente necrosi del bulbo.
Giunto il momento della raccolta dobbiamo distinguere due periodi: verso giugno, se trattasi di “Borgognone”, comunemente chiamato “Ravagno”, aglio di prima raccolta da consumarsi nelle insalate, crudo, verde, smaltito in breve tempo perché la durata della freschezza del bulbo è limitata.

ZONA DI PRODUZIONE: Il prodotto in oggetto viene coltivato nel Comune di Molino dei Torti (Alessandria) e nei comuni

INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: L’aglio, prima di essere spostato nei locali di deposito, viene accuratamente pulito con un’apposita spazzola che lo rende più bianco e privo da ogni impurità. Vengono, in seguito, formati manualmente dei mazzi tondeggianti, con bulbi di dimensioni uniformi.

DESCRIZIONE DEI LOCALI DI CONFEZIONAMENTO E/O DI CONSERVAZIONE: L’aglio così preparato è pronto per la vendita; viene adagiato su bancali in legno e così conservato fino ad ottobre/dicembre in locali asciutti, possibilmente freschi ed aerati, in regola con le attuali disposizioni riguardanti la sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti.

VENTICINQUE ANNI DEL PRODOTTO ORTOFRUTTICOLO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Il bulbillo utilizzato per la semina è prodotto dalle stesse aziende coltivatrici e deriva da una selezione massale dei bulbi coltivati.

FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002



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